Ruini insiste: «Le unioni civili sono un grave problema per l’umanità»

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«Il cardinale Bagnasco ha detto una parola di verità, che fa luce su varie illusioni e anche mistificazioni. Già adesso si stanno moltiplicando le sentenze giudiziarie che legittimano le adozioni e purtroppo non ci sarà bisogno di attendere molto per qualche pronunciamento europeo che, a parte il nome, parifichi del tutto le unioni civili al matrimonio». Per il cardinale Camillo Ruini, intervistato dal Corriere della Sera, “bisognerebbe cambiare alcuni punti” della legge sulle unioni civili, “o almeno integrarla con altre norme che impediscano le derive peggiori”. «Il mio giudizio è decisamente negativo. Equiparare al matrimonio le unioni tra persone dello stesso sesso significa stravolgere dei parametri fondamentali, a livello biologico, psicologico, etico, parametri che fino a pochi anni fa tutti i popoli e tutte le culture hanno rispettato», dice l’ex presidente della Cei. «È quindi un problema gravissimo, per l’umanità e oggi per l’Italia. È anche un problema per la Chiesa, per il semplice motivo che la Chiesa non può disinteressarsi del bene della gente».

Ma i vescovi non vogliono la “guerra”

«I vescovi non danno battaglia, portano avanti i principi evangelici. E questo lo faremo con tutta l’energia possibile. Semmai faremo una “buona battaglia”, alla San Paolo, in favore delle famiglie», è invece il parere del cardinale Gualtiero Bassetti, secondo cui “non c’è dubbio che si sia tentato di assimilare le unioni civili alla famiglia formata da uomo e donna. Sono diritti che potevano essere riconosciuti in modo diverso, senza omologazioni alla famiglia definita anche dalla Costituzione. Ci si è spinti molto più in là”. «Si deve chiedere che alla famiglia, anche in Italia, siano riconosciuti i diritti che hanno nelle altre nazioni europee, come in Francia. Da noi non si sono mai fatte vere politiche per la famiglia», sottolinea Bassetti. «La denatalità è a livelli impressionanti, il cardinale Bagnasco ha citato dati molto importanti: se in un anno muoiono 653mila persone e ne nascono 488 mila, la situazione è drammatica, tanto più in un tempo di crisi economica e di lavoro che non aiuta gli sposi a fare figli».