Rivoluzione nei ristoranti inglesi: basta con la mancia obbligatoria

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Pranzare o cenare a Londra costa un occhio della testa. Poi si aggiunge una sorta di “tassa” presentata come “mancia” e lì il conto si alza ancora di più. Da qui la decisione: stop alla mancia obbligatoria nei – di solito “salati” – ristoranti inglesi. E soprattutto basta a incorporarla (come una sorta di balzello attorno al 12 per cento in più) direttamente nel conto. Lo ha detto il ministro della Attività Produttive, Sajid Javid, accogliendo le ragioni di una lunga battaglia sindacale condotta nel regno per assicurare che il tradizionale “tip” sia a discrezione del cliente e soprattutto vada debitamente in tasca a camerieri e cameriere.

Il sistema delle mance nei ristoranti inglesi

Confermando una svolta annunciata in prima pagina sia dal Times sia dal Daily Telegraph, il ministro ha ricordato come la clientela si lamenti del fatto che con il sistema attuale le mance lasciate in ristoranti inglesi, caffé e hotel spesso finiscono a chi sta alla cassa, non a chi garantisce il servizio. «Questo – ha commentato – è inaccettabile: quel denaro deve arrivare a chi s’intende elargirlo, il processo deve essere trasparente e deve trattarsi di un gesto volontario per un buon servizio». Positiva la reazione del sindacato Unite, che rivendica la propria “vittoria” dopo anni di battaglie a tutela di coloro che servono in tavola. Tuttavia, secondo Unite, le indicazioni di Javid non bastano e non obbligano gli esercenti: serve che la direttiva venga inserita ora in un provvedimento legislativo.