Busti e ritratti di Mussolini in mostra a Salò. E l’Anpi si scatena

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Neanche una mostra di pittura,  i partigiani dell’Anpi (ma i partigiani doc, per motivi biologici, sono ormai solo il 5% degli iscritti), sono disposti a concedere alla memoria di Mussolini. Niente , per i “compagni” eredi delle Brigate Garibaldi, di Mussolini si deve dire solo male. Neanche l’arte può dirsi al riparo dalla polemica storico-politica. E se poi accade che la rassegna in questione su Mussolini sia di notevole qualità artistica, apriti cielo. E’ quello che è successo a Salò, dove è stata appena inaugurata la mostra “Il culto del Duce”, che presenta appunto, a cura di Giordano Bruno Guerri, una serie di dipinti, raffigurazioni e busti tratti dall’iconografia su Mussolini al tempo del Ventennio.

Il valore dell’iniziativa è indubbio, ma l’Anpi ha avuto parecchio da ridire. Ttotale contrarietà all’esposizione e il giudizio negativo sulla preparazione, la sensibilità culturale, umana e civile di chi l’ha curata”, spiega a ilfattoquotidiano.it il presidente Giulio Ghidotti. “A Salò c’è un problema più ampio rappresentato dall’azione sinergica di tre realtà, il museo MuSa, il Vittoriale di D’Annunzio a Gardone Riviera e il centro studi sulla Repubblica Sociale Italiana, che lavorano per uno sdoganamento del fascismo. Ci riserviamo di vedere la mostra, ma ci sembra un’iniziativa inadeguata che rischia di avere i connotati dell’esaltazione del regime, proprio come gli oggetti esposti, che non sono opere d’arte ma prodotti di quella propaganda”.

Guerri, da parte sua, non si scompone: “La mostra raffigura qualcosa di oggettivo che è esistito nella storia d’Italia: il culto del duce. Quindi è una documentazione storico-artistica. I nostalgici possono arrivare e non possiamo impedirlo, ma l’esposizione non è rivolta a loro”. Va bene che l’Anpi deve pur giustificare la sua esistenza, ma queste polemiche di retroguardia sulla figura di Mussolini non servono davvero a nessuno.