Rissa a scuola con i migranti, feriti studenti e professori: è polemica

Dalla teoria alla pratica, con tutte le ovvie criticità del caso: un conto, insomma, è propagandare ideologicamente una seria politica dell’accoglienza, e un altro è riuscire a tradurla nella pratica quotidiana. E infatti, tra le discettazioni civiche e una loro concreta applicazione, può succedere che si si mettano di mezzo – come nel caso di una scuola umbra – parole grosse. Offese. Minacce. Botte, e persino i banchi. E sul tavolo civico delle buone intenzioni la rissa è servita…

Rissa a scuola con i migranti

Dunque, è al vaglio dei carabinieri la ricostruzione di una rissa avvenuta in un istituto superiore della provincia di Perugia, che ha coinvolto uno studente italiano e due nordafricani, «immigrati, senza famiglia, giunti con i famigerati barconi», come scrive la dirigente scolastica in una lettera aperta sul sito della stessa scuola. Spiegando che tutto è nato da «una parola sgarbata e da una risposta altrettanto offensiva». Due degli studenti e un insegnante intervenuto per sedare la lite degenerata in rissa hanno avuto lesioni giudicate guaribili tra sette e 30 giorni. È stata la preside a denunciare l’episodio ai militari. Sulla questione è intervenuto il consigliere regionale della Lega Nord Valerio Mancini per il quale «la responsabilità di quanto successo è in capo alla politica: il tentativo assurdo di integrare tutto e tutti, ad ogni costo. Basta con la politica dell’accoglienza».

Le parole della preside dell’istituto

Ma anche la dirigente, a sua volta, a bocce ferme – e banchi atterrati di nuovo – ha specificato: «L’accaduto mi fa riflettere, ci fa riflettere sui limiti delle nostre azioni, sulle reali possibilità della scuola come “ammortizzatore sociale”, sulle nostre capacità di analisi e di intervento in situazioni così complesse e delicate, nelle quali siamo messi di fronte alla gestione di giovani personalità traumatizzate, di cui non conosciamo la cultura e i valori e che non comprendono la nostra cultura e i nostri valori». La rissa ha coinvolto inizialmente uno studente italiano e uno straniero. In difesa di entrambi sono poi intervenuti anche altri loro connazionali e nel corso del confronto sarebbero stati lanciati anche alcuni banchi. E insieme alle parole, alle recriminazioni, alle offese, alle botte e ai banchi, sono volate – e si sono dissolte nell’aria – tutte le argomentazioni a sostegno e contro la politica dell’accoglienza e la sua – difficile – applicazione pratica quotidiana.