Renzi ricomincia a parlare. Ancora degli 80 euro, ancora dei partigiani

 Dai microfoni di Radio 105 arriva il Renzi- show a tutto campo, una carrellata di spot elettorali, un excursus sul “bene” fatto al Paese o che è in procinto di fare,  a cominciare dal bonus di 80 euro ai pensionati. Ma non prima di aver compiuto il suo compito primario: difendere Maria Elena Boschi da tutto e da tutti, anche dall’ultima polemica con l’Anpi sollevata dal ministro per i Rapporti col Parlamento e che ha diviso il Pd. Le parole del ministro Boschi? «Nel merito non vedo gaffe. Quella dell’Anpi è una posizione del tutto legittima e al suo interno alcuni hanno scelto, quelli che hanno fatto la Resistenza, di votare sì. All’interno dell’Anpi qualcuno voterà sì e qualcuno voterà no. Ci sono i veri partigiani che voteranno sì e quelli che voteranno no, e noi abbiamo rispetto per tutti i partigiani». Archiviato il caso Boschi-Anpi, eccoci agli annunci e agli autoelogi:

Renzi, mance e ancora mance

«Gli 80 euro non sono la panacea di tutti i mali ma un atto di giustizia per chi prende meno. Poi secondo Bankitalia il 91% di quei soldi è servito a rilanciare l’economia. Ma non penserete mica che con gli 80 euro si riesca a far ripartire l’Italia? Ma essere più giusti sì». Peccato che tutti gli indicatori in questi mesi hanno dimostrato che questi soldini sono stati messi sotto il materasso dagli italiani, che non hanno minimannte pensato a investirli in generi di consumo immediato. L’espressione «rilancio dell’economia» di queti tempi è grottesca. Qualcuno dica al premiere che l’Italia è in deflazione da 4 mesi, che vuol dire stagnazione, stallo.

Annuncio ulteriore: pensionati, corro da voi. «Quella degli 80 euro ai pensionati è una misura che stiamo studiando. Occorre vedere quali fasce andare a prendere», promette il premier a Radio 105 ricordando come, «a quelli degli anni 1951, 1953, 1954, a quelli della Fornero, ad esempio, diciamo che fumano i pensieri». Sul rincaro della benzina si salva in angolo: signori miei, «tra abbassare le accise sulla benzina, il cui prezzo è già sceso per il petrolio, e dare più soldi a chi prende meno di 1500 euro abbiamo scelto la seconda. Bisogna capire se preferiamo ridurre il costo della benzina o il costo della vita, come abbiamo fatto con chi guadagna meno di 1500 euro». Spesso il costo della vita per molti è strettamente dipendente anche dal costodella benzina, come sa chi deve usare la macchina per lavorare e non per scelta. Ma nei sofismi di Renzi la sfumatura non è contemplata. «Sulle tasse abbiamo cambiato verso, mentre i governi precedenti le aumentavano», ribadisce. Poi se la prende con i talk-show e i giornalisti, se sottolineano che le tasse tolte dal portone rientrano nella finestra.

«Sai quanti grillini andranno a casa…»

E ora il referendum di ottobre. Renzi ha ribadito il legame fra esito referendario e sopravvivenza del governo. «Se io questa battaglia qui la perdo, come faccio a dire ‘Ragazzi ho sbagliato?’ Quindi non resterebbe che andare a casa una volta perso il referendum costituzionale, ma se il risultato sarà positivo, nel 2018 ci saranno le elezioni e vincerà il migliore». Poi entra in un campo minato nell’indifferenza generale, affermando che il il Sì alle riforme del referendum saranno una salvaguardia rispetto agli inciuci di potere. Diciamola tutta, senza manovre e manovrine di palazzo Renzi non sarebbe diventato mai premier. Lui rintuzza:  «Molti dicono “Matteo non sei stato eletto”, ma, attenzione, nessun presidente del Consiglio viene direttamente eletto. Il punto vero è che io sono andato a guidare il governo su richiesta di Giorgio Napolitano e su voto parlamentare: da un punto di vista costituzionale è tutto perfetto. Era una situazione di emergenza. Napolitano mi ha detto: devi fare la riforma del lavoro, della legge elettorale, la riforma costituzionale e quella della pubblica amministrazione. Noi lo stiamo facendo, la politica si è rimessa in moto». Rigirare le frittate a proprio uso e consumo è un  “pregio”, del resto, che tutti gli ricnoscono.  Poi una pugnalata ai grillino. «Io alle primarie del Pd ho preso un fracco di voti mentre in parlamento c’è gente che ha preso 122 click. Con l’Italicum scelgono i cittadini non il blog, sai come vanno a casa tanti di questi…».