Renzi getta la maschera: ora vuole aumentare le tasse sulla benzina

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Altro che “moderato” che piace ai “moderati“, altro che “liberale“. Renzi getta la maschera e si rivela il solito leader della sinistra che punta a fare cassa spremendo i contribuenti. L’ultima “pensata” è sulla benzina. E Renzi la comunica  nella diretta Twitter e Facebook #Matteorisponde. «Abolire il bollo aumentando in misura ragionevole le accise? Non è una cattiva idea, ma intelligente e dall’utilità concreta perché in questo caso pagherebbe solo chi usa, consuma, inquina». Una delle assurdità italiane è quella del prezzo della benzina tra i più alti d’Europa, adesso Renzi vuole evidentemente toccare il vertice  della follia fiscale. E gà, perché di pura follia si tratta. Già la crescita italiana è anemica, già i consumatori sono sempre più restii a consumare, con tutto quello che ne consegue in termini di commercio in crisi e di imprese che chiudono. Ora Renzi vuole mettere anche la ciliegina sulla torta pensando a una di quelle classiche misure fatte apposta per masscrare la propensione a viaggiare e a spendere Alla faccia della “manovra espansiva”. Proprio in questi giorni circola uno studio in cui si dimostra che la persistente stagnazione economica dell’Italia e dell’Europa dipendono dal surplus di risparmio e dall’euro sempre più forte, tutti fatti che stanno riducendo l’impatto dell’immissione di liquidità nel sistema voluto da Draghi e osteggiato dal governo della Merkel. Aumentando le accise della benzina, non si farebbe altro che spargere sale sulla ferita.

E il bello è pure che l’infaticabile Renzi utilizza un argomento caro agli ecologisti, laddove parla della necessità di colpire chi «usa, consuma, inquina». Forse vuole fare pace con le associazione ambientaliste dopo la polemica sul referendum trivelle. Ma forse, più probabilmente, vuole strizzare un occhio alla sinistra in vista della drammatica (per il Pd) partita delle amministrative di giugno, smentendo anche le varie “dicerie” che continuano a circolare sul suo progetto, mai abbandonato, del partito della nazione. Ai dietrologi l’ardua sentenza.