Anche la Regina fa una gaffe: «Cinesi maleducati». L’ira di Pechino

Dry, very dry, ma sinceramente imperdonabile – almeno per l’establishment di Pechino – l’ultima sortita della Regina Elisabetta: ma stavolta il proverbiale humour britannico non c’entra, anzi… Lo scivolone di Sua Maestà, incauta nel sanzionare un deficiatario bon ton dei funzionari cinesi in visita a Londra, non ha fatto piacere alle autorità asiatiche, anche se ha provvidenzialmente giovato al proliferare di commentio e servizi di stampa e social network solerti nel rilanciare l’ultima, regale gaffe… Un commento fuori luogo, quello della Regina, frutto di un “riprovevole” – anche se divertente – malinteso avvenuto nel corso degli incontri istituzionali tra Londra e Pechino? Ma neanche per sogno: è stato un fuorionda “postumo”, e galeotto, a far cadere l’ultimo baluardo contro il dilagare dell’arte dell’equivoco, divertente rigorosamente made in casa Winsdor, nel cuore della monarchia britannica. Alla faccia di protocollo diplomatico e cerimoniale istituzionale, dunque, e in barba a storici precedenti, stavolta è Sua Maestà la Regina in persona, tradizionalmente attenta a misurare con il bilancino ogni singola frase o parola, a farsi cogliere dai microfoni in un raro “passo falso” diplomatico: i funzionari cinesi? «Molto maleducati» («very rude») nel giudizio senz’appello dell’ormai novantenne sovrana.

La gaffe della Regina che infastidisce le autorità di Pechino

Il riferimento all’indice pronunciato dalla Regina è alla visita di qualche mese fa a Londra del leader di Pechino, Xi Jinping, accolto come un imperatore nel regno – in barba a dissidenti e attivisti dei diritti umani – fino a essere invitato a concionare a Westminster dinanzi al parlamento britannico riunito. Nemmeno fosse alla testa di un Paese esempio di democrazia. Tutto in nome degli affari e di un piatto miliardario di nuovi contratti bilaterali. Ma se in politica – come nel business – si può passare quasi sopra a tutto, resta pur sempre il limite delle buone maniere. Almeno per la donna simbolo di casa Windsor. Ed ecco che l’occasione per rivangare la vicenda arriva da un incontro con Lucy D’Orsi, ufficiale di polizia dal cognome d’origine indiscutibilmente italiana, che nei giorni di quell’evento era stata chiamata a dirigere l’apparato di sicurezza britannico. Non senza qualche frizione con l’impettito e inflessibile servizio d’ordine cinese, incaricato di proteggere Xi. La Regina, in abito rosa e immancabile ombrellino in tinta, non si fa pregare nell’esprimere solidarietà alla funzionaria: quegli agenti cinesi – commenta così senza girarci troppo intorno, e forse non sapendo d’essere registrata – «sono stati molto maleducati».

La Cina censura il commento “politically scorrect” della Regina

La sentenza irrompe immediatamente, con tanto di video, sui media inglesi e poi su quelli di mezzo mondo. Un tam tam sul web rilancia – e amplifica – sulla sua piattaforma globalizzata la regale offesa che, di contro, viene però debitamente – e tempestivamente – censurata in Cina. L’oscuramento evita che l’incidente abbia conseguenze peggiori nei rapporti con il gigante asiatico. E nonostante il ministro degli Esteri, Philip Hammond, si affretti ancora adesso a mettere una pezza a colori alla nera figura, spiegando che l’organizzazione della missione di Xi era stata «stressante» per entrambe le parti, i reali sudditi continuano a ridere sotto i baffi: la gaffe resta. E non è la prima. Solo che in passato il monopolio di famiglia apparteneva al principe consorte Filippo (protagonista fra l’altro anche lui, fra le tante “scivolate” memorabili, di un’uscita sugli occhi a mandorla dei cinesi assai poco gradita al di là della Muraglia)…