Reato di depistaggio, c’è il sì del Senato. La legge torna alla Camera

L’aula del Senato ha approvato il ddl per l’introduzione nel Codice penale del reato di inquinamento processuale e depistaggio. Ci sono stati 170 sì, un contrario e 3 astenuti. Il testo torna alla Camera.

Allo stato attuale il nostro ordinamento penale non prevede tale reato specifico, ma una serie di disposizioni che puniscono la condotta di colui il quale in vario modo intralcia la giustizia: basti pensare alla falsa testimonianza, alla calunnia e all’autocalunnia, al favoreggiamento personale, al falso ideologico, alle false informazioni al pubblico ministero. Si tratta – come per il depistaggio – di comportamenti, anche omissivi, volti con diverse modalità ad ostacolare l’acquisizione della prova o l’accertamento dei fatti nel processo penale. L’articolo 1 del ddl approvato al Senato sostituisce l’articolo 375 del Codice penale per punire con la reclusione fino a 4 anni chiunque compia azioni finalizzate ad impedire, ostacolare o sviare un’indagine o un processo penale, alterando o sopprimendo gli elementi di prova, modificando il corpo del reato e lo stato dei luoghi e delle persone connesse al reato.