Una pastiglia e un orologio da polso per l’elettrocardiogramma fai da te

Un orologio da polso e una “pillola tascabile” per farsi da soli l’elettrocardiogramma: è questa l’ultima novità del campo delle apparecchiature mediche che consentiranno ai pazienti di essere un po’ meno dipendenti dai medici che li hanno in cura. Anche se, ovviamene, i medici restano protagonisti della diagnosi e della terapia perché sono loro destinatari finali dell’operazione perché è soloa loro che spetta l’ultima parola sull’esito dell’esame. Il dispositivo, dunque, non sostituisce la scienza medica ma consente a ognuno di noi di automonitorarci e di trasmettere tutto in tempo reale a chi ci tiene in cura.

Il progetto è dal Politecnico di Torino

Orologio e “pillola tascabile” sono stati progettati dal Politecnico di Torino e quindi risultano rigorosamente made in Italy. I due dispositivi diagnostici – in realtà uno smartwatch, cioè uno strumento che somiglia ad un orologio ma che in realtà consente funzioni che svogliamo normalmente con il telefonino – permettono non solo di tracciare l’elettrocardiogramma ma anche di monitorare aritmie, fibrillazioni atriali e altre problematiche cardiache in tempo reale e a costi contenuti (si stima intorno ai 100-150 euro).

Per l’elettrocardiogramma non ci sarà più bisogno di fili

Presto saranno sperimentati in strutture sanitarie, ma nel frattempo saranno a disposizione del pubblico durante il prossimo Salone del Libro. Il funzionamento è, almeno all’apparenza, abbastanza semplice: orologio e pillola si connettono a uno smartphone e all’app AndroidEcg Sensor App“, un sofisticato software che raccoglie ed elabora i dati del dispositivo, li visualizza, li memorizza e li ritrasmette via email al cardiologo che potrà disporre di dati su un’interfaccia grafica semplice e intuitiva. Un altro punto di vantaggio del nuovo dispositivo nei confronti degli attuali sistemi di monitoraggio e la loro praticità. Consentono infatti un controllo prolungato e una elaborazione del dato immediata. Inoltre non sono invasivi, non prevedono uso di fili o elettrodi adesivi attualmente necessari per fare l’elettrocardiogramma e sono alimentati a batteria.