Parigi: ora sono gli antagonisti ad assaltare il corteo della polizia

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Dopo settimane di manifestazioni contro la riforma del lavoro, e frequenti tafferugli, oggi a mezzogiorno in Francia sono i poliziotti esacerbati a scendere in piazza, in risposta a quello che definiscono un «clima di odio antisbirro» e di stigmatizzazione nei loro confronti. L’appuntamento principale era a Parigi, sulla place de la Republique, la stessa dove sono stati a lungo accampati i militanti del movimento Nuit debout, il cui sgombero è finito con violenti scontri tra casseur e forze dell’ordine. Un collettivo di protesta contro le violenze di polizia aveva indetto una contromanifestazione, che è stata però vietata. Altri raduni e cortei sono indetti in numerose città. A vigilare sull’ordine pubblico intorno alle manifestazioni è la gendarmeria, che ha già preannunciato un grosso dispositivo di sicurezza. Ma poco dopo l’inizio della manifestazione sono avvenuti i primi tafferugli. Un gruppo di antagonisti di un collettivo contro le violenze di polizia, a cui era stato impedito l’accesso alla piazza, ha dato fuoco a un’auto della polizia in una strada limitrofa, dove erano stati spinti dalla gendarmeria per evitare scontri. All’interno del veicolo si trovavano due agenti, che sono riusciti a fuggire prima che le fiamme lo avvolgessero. Il collettivo aveva annunciato nei giorni scorsi la sua intenzione di organizzare una contromanifestazione, in parallelo a quella dei poliziotti, ma la prefettura aveva deciso di vietarla, per questioni di sicurezza. I militanti hanno però deciso di sfidare il divieto e riunirsi lo stesso, tentando anche di avvicinarsi al luogo del raduno degli agenti, ma sono stati respinti con lanci di lacrimogeni.

Anche lunedì violenti scontri a Parigi contro il governo

E anche lunedì c’erano stati disordini: decine di migliaia di persone in tutta la Francia, poco più di 10.000 a Parigi hanno manifestato contro la protesta contro la riforma del lavoro. Il presidente Hollande è pronto al braccio di ferro: «Io non cedo, questa legge passerà». Come negli ultimi due mesi, le manifestazioni sono state caratterizzate da incidenti, a tratti vera guerriglia. In particolare a Parigi e Nantes, ma anche nelle altre città si sono registrati scontri e tafferugli, con un fotoreporter ferito per il lancio di una bottiglia. Alla fine, il ministero dell’Interno ha fornito la cifra di 87 fermati. Dall’Ecole Militaire a Denfert-Rochereau, i manifestanti parigini hanno sfilato ma prima dell’arrivo nel grande piazzale sono cominciati gli scontri con la polizia: giovani incappucciati, agenti con i caschi, sassi e bottiglie contro la polizia, lacrimogeni verso il corteo. Uno scenario ben noto in queste ultime settimane, con i più scatenati a gridare slogan contro la polizia a pochi metri dagli agenti, i più violenti impegnati a lanciare i pavé divelti dalla strada. Neppure il cordone di celerini e il servizio d’ordine dei 7 sindacati che avevano convocato la manifestazione sono riusciti ad evitare il degenerare della manifestazione. La riforma è passata giovedì in Assemblea nazionale grazie alla scorciatoia del 49/3, stratagemma con il quale il governo pone la questione di fiducia evitando le migliaia di emendamenti delle opposizioni. Manuel Valls, a Rennes, ha fatto eco alle parole di Hollande: «Di fronte a individui incappucciati, con i caschi, dei vili, ai quali non sempre si può dare un nome o un’appartenenza politica, ogni parola, ogni atto deve trovare una risposta chiara, netta, della Repubblica, dell’azione della polizia e della giustizia», ha detto il primo ministro.