Marco Pannella compie 86 anni. Berlusconi: «Ti vogliamo bene»

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Chiuso in casa da settimane per via delle sue precarie condizioni di salute, Marco Pannella compie oggi 86 anni. Pioggia di auguri via Twitter da tanti simpatizzanti del vecchio leone radicale, nato il 2 maggio 1930 a Teramo: “Buon compleanno Marco! Le tue battaglie per diritti umani ci aiutano a intravedere un futuro migliore grazie”, gli scrive un utente. Gli auguri del mondo politico iniziano dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che gli ha telefonato personalmente.

Berlusconi: «Esempio per un’Italia più libera»

Poi gli auguri molto affettuosi di Silvio Berlusconi: «Caro Marco, tanti affettuosi auguri, ti voglio bene, tutti noi di Forza Italia ti vogliamo bene». Glieli ha fatti il leader di Forza Italia dai microfoni di Radio Radicale: «In 22 anni – dice Berlusconi – abbiamo condiviso con te molte battaglie in nome della democrazia e della libertà e abbiamo visto come tu ti batta sempre in assoluta trasparenza, sempre all’insegna del disinteresse e con sacrificio personale. Sei sempre stato un esempio per noi, un modello per i più giovani, un modello davvero per tutti. Il tuo impegno è stato sempre una testimonianza della tua generosità e della tua coerenza, grazie per quanto hai fatto per noi, per un’Italia più democratica e più libera. Ti auguro di stare bene a nome di tutti gli azzurri di Forza Italia, ti abbraccio con tanto affetto, tuo Silvio». 

Bertinotti: «Peccato non sia stato nominato senatore a vita»

«Per me Marco merita un augurio quotidiano, meriterebbe che gli si rinnovassero ogni giorno gli auguri. Senza retorica, davvero penso che meriti gli auguri dell’intero Paese, non sono molte le persone che se lo possono permettere, lui se lo può davvero permettere e noi glielo dobbiamo». Sono le parole di Fausto Bertinotti, anche lui dai mocrofoni di Radio Radicale: «Marco continua nel suo cammino con molti riconoscimenti e nessun riconoscimento formale – dice Bertinotti – mi dispiace che non sia stato fatto senatore a vita, credo che non dispiaccia a Marco ma a me dispiace, non per Marco ma per la Repubblica, che credo debba essere onorata dei suoi uomini migliori e farsene forte, e se non lo fa vuol dire che non è capace di indicare un esempio».