Omicidio di Fortuna, per la ricerca della verità si punta su Google Earth

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Nell’intricato caso dell’omicidio della piccola Fortuna Loffredo entra in campo anche Google Earth – il software che permette di visualizzare immagini satellitari e aree della Terra con un dettaglio molto elevato – che potrebbe essere coinvolto a breve nelle indagini. Di più: potrebbe diventare addirittura risolutivo, o quantomeno, uno strumento fortemente incisivo per la ricerca della verità.

Il ricorso a Google Earth per le indagini sull’omicidio di Fortuna

Una verità che sembra ogni giorno di più sempre più difficile da appurare e da trovare: per questo nell’indagine circoscritta a quel popoloso condiminio degli orrori potrebbe entrare in gioco – e fare la sdifferenza – la sofisticata tecnologia di Google Earth, che permette di compiere in qualsiasi momento un viaggio virtuale in qualunque località del mondo; che esplora immagini, rilievi ed edifici in 3D, potrebbe puntare dunque il suo mirino sul Parco Verde di Caivano, al servizio delle indagini sulla morte di Fortuna Loffredo, la bimba di 6 anni brutalmente uccisa il 24 giugno 2014 dopo essere stata gettata dalla terrazza all’ottavo piano dello stabile in cui viveva con la famiglia. Ad annunciare il probabile ricorso al sofisticato software di Google Earth è stato in queste ore l’avvocato Angelo Pisani, legale con il fratello Sergio del papà della bimba, Pietro Loffredo, e dei nonni, che ha inviato una richiesta al colosso di Mountain View per chiedere di mettere a disposizione le immagini di quel momento. «È necessario utilizzare ogni strumento, a partire da quelli tecnologicamente più all’avanguardia – ha spiegato Pisani – per risolvere il caso di Fortuna, e magari quello di Antonio Giglio, il bimbo morto un anno prima di Fortuna nello stesso palazzo e nelle medesime circostanze. Queste vicende non devono avere un trattamento diverso da altre avvenute in zone diverse del Paese, come nel caso di Yara Gambirasio».

Punta sui satelliti la ricerca della verità sull’omicidio della bambina

Dunque anche i satelliti, o meglio, i segreti che potrebbero custodire, potrebbero entrare a pieno titolo sulla scena del crimine: la terrazza da cui Fortuna sarebbe stata gettata e che, il caso vuole, ha un’esposizione a 360 gradi. Per questo Pisani, come già annunciato nei giorni scorsi, presenterà a breve alla Procura della Repubblica di Napoli Nord un’istanza per chiedere l’acquisizione di eventuali immagini raccolte dai satelliti, anche americani, che potrebbero fornire un contributo importante all’investigazione. Proprio come «accaduto – aggiunge – per l’inchiesta sul duplice omicidio di Pordenone di Trifone e Teresa». Non solo: deciso a portare avanti un’offensiva investigativa finalmente risolutiva, Pisani ha anticipato che presenterà alla Procura di Napoli Nord, che ha sede ad Aversa (Caserta), anche istanza di riesumazione del corpo di Fortuna, come già fatto alcune settimane fa alla Procura di Napoli per Antonio Giglio: l’obiettivo è quello di effettuare delle «comparazioni ossee dei due bimbi deceduti e, se possibile, individuare tracce di Dna estranee rispetto a quelle del corpo del minore, ed eventuali segni di violenza fisica o sessuale», nonché effettuare «l’esame di eventuali tessuti molli in caso di mummificazione». Dalla Procura di Napoli Nord, che coordina le indagini sulla morte di Fortuna, si apprende che nel caso delle indagini satellitari già subito dopo la morte della bimba si cercò di reperire eventuali fotogrammi, ma senza successo; per l’ufficio inquirente aversano inoltre, così come per quello partenopeo nel caso di Antonio Giglio, la riesumazione della salma viene considerata inutile in quanto è passato troppo tempo, ma comunque è probabile che la Procura si rivolga ad un medico legale che valuterà se procedere o meno alla riesumazione.

L’avviso di conclusione delle indagini

Intanto, la Procura della Repubblica di Napoli Nord si prepara ad inviare l’avviso di conclusione indagini – atto che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio – per omicidio e violenza sessuale a Raimondo Caputo, l’uomo di 44 anni ritenuto responsabile della morte di Fortuna Loffredo. Il quadro probatorio sulla morte della piccola si è infatti «definito» e completato, si apprende dall’ufficio inquirente, con l’incidente probatorio svoltosi nei giorni scorsi ad Aversa (Caserta) e che ha visto protagoniste le tre bimbe figlie della compagna di Caputo, tra le quali l’amichetta della vittima, il cui racconto degli ultimi drammatici momenti vissuti dalla piccola Fortuna è stato decisivo per confermare le accuse contestate all’uomo che invece, come ribadito dal suo legale Salvatore Di Mezza, continua a proclamarsi «innocente». Sul fronte delle indagini per i depistaggi posti in essere dagli altri inquilini di Parco Verde, infine, al momento risultano sempre due gli indagati per favoreggiamento e false dichiarazioni ai pm, ma la Procura continua a valutare le posizioni di altri vicini di casa della piccola che potrebbero aver dichiarato il falso su quanto accaduto il 24 giugno.