Terni in lutto per la morte del carabiniere Fiumene. Il commosso addio della figlia

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«Ero molto fiera del lavoro che faceva, anzi non vedevo l’ora che me lo chiedessero per potermi vantare e dire, papà è un brigadiere capo, ufficiale della polizia giudiziaria». Sono le commoventi parole pronunciate da Arianna, la figlia del brigadiere capo dei Carabinieri Domenico Fiumene, pronunciate al termine del funerale di suo padre: un “eroe” silenzioso, lontano dai riflettori e sempre vicino alla comunità. Le esequie si sono svolte, come riporta www.infodifesa.it, a Terni dove Fiumene era in servizio presso la Centrale operativa del Comando provinciale. L’uomo è morto in casa, dopo una corsa, colpito da un improvviso malore. Un lutto che ha colpito non solo la città di Terni ma l’intera regione umbra, dove Fiumene aveva prestato servizio con spirito di dedizione e senso delle istituzioni.

Il ricordo della figlia del brigadiere capo Fiumene

«Non si tirava mai indietro – ha detto la ragazza leggendo una breve lettera nella chiesa gremita da tanti colleghi del padre – ci metteva tutto se stesso, si scervellava finché non trovava la soluzione, e la soluzione, alla fine, la trovava; l’importante era fare bene il suo lavoro. In centrale lo chiamavano “Oxford”, per la sua intelligenza; papà era un grande, era “er mejo”, come dicono a Roma».  Il brigadiere capo Fiumene  era infatti di origini romane, ma da tanti anni prestava servizio a Terni. «Se dovessi riassumere mio padre in tre parole, direi: amore, passione, rispetto. Era il classico papà – ha detto Arianna Fiumene – che dava la precedenza al lavoro, perché era la sua passione, ma lo faceva anche per assicurarsi che non ti mancasse nulla».