Mezzo Pd e Boschi litigano sui voti dei partigiani. Ma quanti sono?

domenica 22 maggio 17:59 - di Lando Chiarini

Mezzo Pd contro Maria Elena Boschi, ministro per le Riforme. Ma la riforma stavolta non c’entra. C’entrano, invece, i partigiani e il loro orientamento sul referendum confermativo di ottobre. No, non state su “Scherzi a parte“. È proprio così. Era già noto che la sinistra italiana è convinta che il proprio ombelico sia il centro del mondo, ma nessuno avrebbe mai immaginato che un giorno avremmo dovuto assistere ad una lite da ballatoio dove renziani e bersaniani si accapiglino come comari nel goffo tentativo di intestarsi il consenso dell’Anpi sulle modifiche costituzionali. Forse sarebbe il caso di informare i contendenti che di tempo ne è passato e che di partigiani ne sono rimasti ben pochi.

La Boschi a “In 1/2h”: «I partigiani veri voteranno sì»

Ma tant’ è: al ministro Boschi, ospite di Lucia Annunziata a In 1/2h, è scappata la lingua e in un impeto propagandistico a favore della riforma che porta il suo nome si è messa a distinguere tra l’Anpi che «come direttivo nazionale ha preso una linea» e i «molti partigiani, quelli veri, che voteranno “sì”». E a conferma della sua tesi e alla faccia della rottamazione ha citato la posizione del “comandante Diavolo“, 97enne “resistente” che già ha annunciato il suo voto favorevole. Parole, queste della Boschi, che non potevano passare inosservate. E infatti, come da copione, è subito scattato il fuoco di sbarramento.

Bersani insorge contro la ministra: «Ma chi credi di essere?»

Il commento più duro è quello di Pierluigi Bersani, che in un post su Facebook non esita a bollare come «sconsiderata e avventurista» la gestione del Pd da parte di Matteo Renzi. «Ieri è stato alla Brembo – ha ironizzato Bersani -, spero si sia fatto dare un freno di quelli buoni. E lo usi subito». Ma le parole più severe l’ex-segretario del Pd le riserva alla Boschi: «Chi crede di essere? Come si permette tra partigiani veri e partigiani finti?». Quindi la stoccata sulle riforme: «In nome di una mezza riforma del Senato si rischia di creare una frattura insanabile nel mondo democratico e costituzionale». Si fa sentire anche Pippo Civati, che il Pd lo ha lasciato già da un pezzo per fondare il movimento Possibile. «È una escalation – osserva -. Non basta a questo governo avere diviso e abbandonato la sinistra, no, deve avviare un’operazione anche verso coloro che non ci sono più (operazione volgare come poche altre) e dividere anche gli anziani che combatterono per la Resistenza». Infine, Arturo Scotto, deputato di Sinistra Italiana che affida ad un tweet la propria indignazione “democratica”: «Per la ministra Boschi “i partigiani veri voteranno sì al referendum costituzionale”. Come se anche l’Anpi fosse un covo di gufi. Perdere la memoria significa perdere anche la misura».

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *