Il mercato delle ripetizioni vale 900 milioni. Ma il fisco non lo sa

Quanto vale il mercato nero delle ripetizioni scolastiche? Un interrogativo cui risponde una ricerca della Fondazione Einaudi, quantificando in 900 milioni l’anno il giro d’affari delle lezioni private, cui molte famiglie ricorrono proprio in questo periodo dell’anno. La Fondazione sottolinea anche che si tratta di un mercato sommerso, visto che i docenti non rilasciano ricevuta (nel 90% dei casi studiati) e dunque non pagano nulla al fisco. Le cause del ricorso alle lezioni private sono diverse: i corsi di recupero istituiti nel 1995 sono diventati via via sempre più inutili al fine di recuperare la sufficienza, anche perché i finanziamenti si sono sempre più assottigliati. E se i corsi di recupero non funzionano, fallisce il progetto di fronteggiare le lacune nelle materie degli studenti all’interno della scuola stessa. Del resto gli insegnanti italiani com’è noto sono tra i peggio pagati d’Europa e non si può condannarli se “arrotondano” con le ripetizioni private. La caccia all’evasione, infine, con un controllo più capillare dei docenti che sottraggono al fisco gli introiti delle lezioni private, potrebbe avere come conseguenza il fatto che il costo delle ripetizioni diventerà sempre più proibitivo, consentendo solo ai ricchi il ricorso alle lezioni private. Che fare, allora, per evitare che il sistema delle ripetizioni continui a prosperare creando un danno al fisco? Intanto, adeguare gli stipendi del corpo docente e, soprattutto, investire sui corsi di recupero in modo che ottengano lo scopo (dodici ore di lezione integrativa non bastano, soprattutto se sono rivolti solo a chi ha un’insufficienza grave). E chi ha invece un 5 che deve fare? Niente corsi di recupero per chi si trova in questa condizione, tra la sufficienza e l’insufficienza. In questo caso alle famiglie non resta che l’antico sistema delle ripetizioni a domicilio…