Meloni: meno tasse nei quartieri poveri e guerra alla prostituzione in strada

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Tagliare le tasse ai romani dei quartieri più poveri. Parola di Giorgia Meloni che nel corso del Forum all’Ansa ha passato in rassegna i temi che le stanno più a cuore per risanare Roma dal degrado e chiudere con il passato. Tra le proposte più «rivoluzionarie» quella dell’abbattimento della pressione fiscale per i quartieri più poveri, come per esempio il VI, che comprende Torrespaccata, Torre Maura, Tor Vergata e Tor Bella Monaca, dove a oggi il reddito pro-capite è di 17mila euro. «Questo meccanismo di abbattimento fiscale – ha spiegato Meloni – si può applicare a rotazione nella circoscrizione che risulta più povera ovvero col reddito pro capite più basso».

Meloni: al primo posto il decoro

Al primo posto tra gli “obiettivi di mandato”  (che saranno presentati sabato all’Auditorium) della candidata al Campidoglio ci sono il decoro e il rispetto delle regole per «riaprire al mondo – ha detto la leader di Fratelli d’Italia – questo museo che è Roma». Pulizia delle strade, quindi, rifacimento del manto stradale, raccolta differenziata ma anche una seria regolamentazione dei cortei e della manifestazioni pubbliche che soffocano Roma. «Mi piacerebbe disciplinare i cortei – ha detto – dobbiamo garantire il diritto di manifestare ma anche quello delle persone ad arrivare al lavoro. Si può provare a ragionare su decongestionare il centro e gli orari caldi». Roma va pulita – ha insistito la camdidata a sindaco di Roma –  i cittadini devono vedere che il degrado del territorio è finito, si può fare nel giro di poche settimane. Vorrei dotarla di cestini ad ogni angolo, con multe da 300 euro a chi sporca e, chi non può pagare, dovrebbe farlo pulendo la città. Il mio obiettivo  è poi portare la raccolta differenziata al 75% in 5 anni». Altro tema centrale è quello delle buche, «il manto stradale della città sembra oggetto di una pioggia di meteoriti, sono seimila chilometri di strada, ovvero da qui a Mosca e ritorno. Io vorrei farlo anche con risorse private, non credo crei disturbo ai romani». Riflettori puntati anche sulla piaga dell’evasione tariffaria sui mezzi di trasporto che può essere combattuta  sia con tornelli non aggirabili, sia reintroducendo la figura del bigliettaio sugli autobus. «Mi è stato detto che è un’idea vecchia ma io non la penso così: aiuta a combattere l’evasione e dà più sicurezza sui mezzi».

Guerra alla prostituzione in strada

«Sono più favorevole a soluzioni come le case chiuse che all’ipocrisia che ci ha mosso fino ad oggi. Se sarò sindaco farò guerra alla prostituzione in strada, sia vicino che lontano dai centri abitati». Per la Meloni la prostituzione «deve essere affrontata da una legge nazionale che vieti la prostituzione in strada. Noi porteremo avanti una battaglia con presidi permanenti nelle zone più degradate o con telecamere collegate h24 ad internet».

Portare il bello in periferia

Massima attenzione alle periferie dove la candidata sindaco vuole portare il bello, perché Roma non è solo il centro storico. La sfida è quella della costruzione e della demolizione urbanistica, «si può fare a Corviale e a Tor Bella Monaca». Programmi, impegni concreti e nessuna paura del confronto. Alla candidata grillina che ha polemizzato per la proposta di intitolare  una strada ad Almirante la leader  di Fratelli d’Italia risponde invitandola a una faccia a faccia. «Ogni giorno mi accusa di qualcosa di diverso, capisco che non abbia avuto la pazienza di leggere il mio programma, ma io sono pronta a spiegarle cosa voglio fare per la città se ha il coraggio di venirsi a confrontare con me. Sono disponibile anche a consentirle di utilizzare l’auricolare per rimanere collegata con Casaleggio». Prima delle persone vengono gli obiettivi. «La giunta sarà composta dalle persone più competenti che abbiamo e tenendo conto anche del consenso che hanno. Non voglio far calare le cose dall’alto. Ci saranno personalità capaci e simboliche su legalità e sicurezza, temi cardine del mio programma».