Meloni-Marchini: scontro a distanza nel salotto di Piazza pulita

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Il dibattito politico a Roma entra nel vivo. Tra Giorgia Meloni e Alfio Marchini non è solo guerra sui sondaggi (la prima dichiara di essere al 24%, il secondo sostiene di essere al 22%), anche in tv i due battibeccano a distanza, come avvenuto ieri sera nel “salotto” di Corrado Formigli, Piazza pulita, su La7. La candidata di FdI e Lega ha definito “innaturale” la scelta fatta da Silvio Berlusconi: “Sarebbe stata la cosa naturale convergere sul candidato di un partito che è stato con te alleato, ministro del tuo governo. Invece si è scelto di lavorare su un candidato con una storia completamente diversa, sostenuto già da quelli che governano con Renzi. Nei fatti è una scelta totalmente innaturale”. “Fare gli inciuci con la sinistra non significa essere destra moderata”, ha aggiunto. Si è quindi detta disponibile a “mandare in streaming le riunioni della mia giunta. Un buon modo di fare sindaco sarebbe quello di collegarsi in rete, in diretta su Facebook, per rispondere senza filtri alle domande dei cittadini”.

Alfio Marchini ha replicato agli attacchi della Meloni, che paventava un nuovo Patto del Nazareno: “Io Verdini non lo conosco e da quello che ho letto sui giornali pare che appoggi Giachetti”. Marchini ha risposto poi sull’ipoptesi che possa essere lui il successore di Berlusconi alla guida del centrodestra: “Berlusconi è un unicum, guarda all’Italia. Io sono nato per un progetto su Roma che durerà almeno 10 anni”. E sull’accordo con Francesco Storace, da Marchini definito “fascista de core”, ha spiegato: “Io ho portato qui l’accordo in 10 punti che ho sottoscritto con Francesco Storace. Ciò che ha fatto nella sua vita mi interessa poco. Voglio liberare Roma da quei partiti che facendo finta di essere comunisti e fascisti di giorno litigavano e di notte si spartivano tutto. Io voglio confrontarmi sui contenuti”. “Noi – ha aggiunto – ci lasciamo alle spalle le vecchie ideologie che hanno fallito, quella fascista e quella comunista”. Marchini ha anche atto un appello ai giovani: non usate le droghe leggere, danneggiano il cervello.