La Meloni candida Rachele Mussolini e attacca Renzi: «Venditore di pentole»

FacebookPrintCondividi

«Siamo in piena campagna elettorale, è appena stato arrestato un sindaco del Pd e Renzi prontamente si collega a Facebook per annunciare che vuole abolire il bollo auto e tagliare l’Irpef. Il mago della distrazione di massa. Secondo voi è o non è un venditore di pentole?». Il presidente di Fratelli D’Italia, Giorgia Meloni ha parlato a tutto tondo durante il suo intervento a Rtr 99. L’endorsement del premier per Roberto Giachetti? Da Renzi, ha spiegato, di non aspettarsi «nulla di particolarmente leale. Penso che il suo endorsement a Giachetti tradisca la debolezza del candidato. Il fatto che il premier abbia bisogno di scendere pesantemente nella campagna elettorale vuol dire che nei sondaggi le cose non vanno benissimo e quindi è un buon segnale perché vuol dire che sono deboli». Con Raggi? «Con Raggi me la giocherei sulla competenza perché con gli slogan siamo buoni tutti», ha detto il candidato sindaco di Fratelli d’Italia.

Meloni: Marchini crede nei valori del centrosinistra

Il candidato a sindaco di Roma, poi, rispondendo a chi le chiedeva un commento sul governo-ombra annunciato dallo sfidante Alfio Marchini ha detto: «Abbiamo un programma molto articolato, non abbiamo bisogno di ombre. Noi vogliamo essere luce per questa città e lo capirete meglio nei prossimi giorni quando spero avremo modo di approfondire il programma, con iniziative specifiche. Marchini ha dichiarato qualche mese fa di essere persona che crede nei valori del centrosinistra. Penso che la gente sia abbastanza intelligente per approfondire, capire, e votare sulla base di questo. Diamo la parola al popolo. I romani voteranno che considerano più credibile e coerente».

La candidatura di Rachele Mussolini

La Meloni ha spiegato anche che la candidatura di Rachele Mussolini, (nata dal secondo matrimonio di Romano Mussolini, padre anche di Alessandra Mussolini) «era in campo già da molti mesi, da quando Forza Italia era ancora concentrata sulla candidatura di Bertolaso, e non c’era neanche l’ipotesi della candidatura di Alessandra Mussolini visto che lei aveva detto che Bertolaso era pessimo. Alessandra Mussolini aveva bocciato anche Marchini, poi ha scelto di candidasi per lui. Voglio candidare Rachele come persona, non per il suo cognome. È la mamma di due bambini, una professionista, laureata che lavora part-time. Una delle tante ragazze in Italia che non hanno un lavoro all’altezza della loro formazione. Penso che il suo cognome non possa essere né un vantaggio, ma neanche uno svantaggio».  E a chi le chiedeva se il cognome di Alessandra Mussolini non stonasse con quello di Marchini, Meloni ha risposto: «Sono problemi loro, ci sono tante cose che stonano in questa campagna elettorale. I romani riconoscono chi è coerente e chi si offre al migliore offerente, cosa che non trovo sia molto di destra».