Melanoma sempre più diffuso tra i giovani: è la “tintarella” la prima causa

Aumentano i casi di melanoma tra i giovani, tanto che oggi in Italia il 20 per cento delle nuove diagnosi di questo tumore della pelle, e pari a 2.260 casi nel 2015, riguarda pazienti tra 15 e 39 anni. Una tendenza confermata anche dai ricoveri: l’incremento dei tassi di ospedalizzazione dovuti a questa neoplasia fra i 31-40enni è stato del 17 per cento tra il 2001 e il 2008. A fare il punto, in vista della stagione estiva, il convegno “Lotta al Melanoma, fra prevenzione e innovazione terapeutica’, in corso al ministero della Salute organizzato dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM).

I casi di melanoma sono raddoppiati in 10 anni

In costante crescita, i casi di questo tumore, particolarmente aggressivo, sono quasi raddoppiati in dieci anni. «Nel nostro Paese – afferma il presidente nazionale AIOM, Carmine Pinto – nel 2015 sono stati stimati circa 11.300 nuovi casi, erano meno di 6.000 nel 2004». All’origine, una base genetica ma anche comportamenti scorretti, «come il sole preso senza precauzioni e le scottature, in particolare se prese da bambini», che sono «l’anello debole della catena». È necessario -continua Pinto – «proteggersi con creme solari e indumenti adeguati quando ci si espone al sole, evitando le ore centrali della giornata così come le lampade». Importante inoltre non tralasciare i controlli, «perché un esame della pelle una volta all’anno può individuare questo tumore nella fase iniziale, quando le percentuali di guarigione superano il 90 per cento».

L’olimpionico Fioravanti testimonial della campagna di prevenzione

 

Portavoce dei messaggi chiave per «non bruciarsi la pelle con il melanoma» è il campione olimpionico di nuoto Domenico Fioravanti, testimonial di Oncoline. «Gli atleti – ha spiegato – possono aiutare a trasmettere i consigli della prevenzione al maggior numero possibile di persone, in particolare ai giovani». Cosa che, ricorda, «non si faceva in passato. Passavamo ore ad allenarci in piscina sotto il sole e nessuno ci ha mai detto di usare una protezione».