Marchini: “Mussolini grande urbanista? Lo pensavano mio nonno e Zevi”

Uno slalom degno del miglior Alberto Tomba. Civico con tradizioni di sinistra alla partenza, Alfio Marchini è diventato il campione del centrodestra sostenuto da Ncd, Fi e Storace. Traguardo, il Campidoglio. Suo nonno, partigiano gappista, si starà rivoltando nella tomba: lei ha appena elogiato il Duce grande urbanista. «Nonno Alfio era un uomo libero che ha giustamente lottato contro la dittatura fascista e aveva il coraggio di dire la verità. Quella sul Mussolini urbanista era una sua sincera convinzione. La stessa di Bruno Zevi, grande architetto di origini ebraiche», spiega a “La Repubblica“.

Marchini: “Da sempre  credo che Mussolini sia stato un grande urbanista”

«L’ho sempre detto. L’ultima volta al Quirino davanti a mille persone». Anche sulle unioni civili ha adottato una posizione ultraconservatrice. «Di ultraconservatorismo nella mia vita non c’è traccia. Rimango a San Agostino: ama e fai ciò che vuoi. A domanda se avessi celebrato come Marino le nozze gay ho detto di no, pur difendendo da sempre il riconoscimento dei loro diritti civili». Ma oggi esiste una norma. Se non celebra, commette reato. «Intanto nel testo approvato in Parlamento non si parla mai di “celebrare matrimoni”, né tra persone omosessuali né eterosessuali. Pur avendo fallito, per me, il matrimonio è un’altra cosa». Ribadisco: da sindaco applicherà la nuova legge? «Tutte le leggi vanno rispettate. A Cesare ciò che è di Cesare, a Dio ciò che è di Dio. Da peccatore credente rivendico la supremazia laica nelle istituzioni repubblicane».

“Tutte le leggi vanno rispettate. A Cesare ciò che è di Cesare, a Dio ciò che è di Dio”

«Oggi la destra sociale di Storace è più a sinistra del Pd che – ricordo – governa il Paese con Verdini». Senza andare troppo lontano: nel 2013 raccolse le firme per partecipare alle primarie Pd. «È vero. Ma dissi anche che non avrei partecipato a una conta di vecchie correnti. La verità è che il Pd non ha avuto il coraggio mostrato oggi da Fi: andare oltre i vecchi steccati. Scegliendo l’arrocco a difesa del suo orticello, ha perso anche un pezzo a sinistra». Ma dire che “non esistono più le ideologie”, che “occorre superare i vecchi steccati” non è un alibi al trasformismo? «Mai detto che non esistono ideologie. La mia è quella impressa nelle “amlire”: libertà di pensiero, religione, dal bisogno e dalla paura. Diverso è affermare che le ideologie del ‘900 hanno fallito. È tempo di sperimentare un nuovo modello sociale capace di coniugare equità, efficienza e sicurezza».