Marchini e Meloni si contendono il Duce: «Il miglior urbanista di Roma»

Elezioni a Roma double face: mentre Pd e Cinquestelle attendono l’esclusione definitiva di Stefano Fassina nella speranza di dividersi una parte di quel 7,5 per cento che i sondaggi accreditano al candidato della sinistra radicale, il centrodestra passa molto del suo tempo a beccarsi di voti come se la posta in palio, tra Alfio Marchini e Giorgia Meloni, consistesse nel miglior piazzamento alle spalle della Raggi e di Giachetti e non – come invece vorrebbero i loro elettori – nell’accesso al ballottaggio di uno di loro.

Un galante baciamano prima della polemica

La polemica più recente ha visto protagonisti i due nel corso del confronto tra i candidati davanti ai costruttori capitolini dell’Ance: prima attraverso un gustoso siparietto inaugurato da un Marchini con tanto di baciamano alla Meloni davanti a fotografi e cameramen. Ma tanta galanteria nascondeva l’inganno. Il bell’Alfio, infatti, ha colto al volo l’occasione per innalzare davanti alle telecamere il simbolo del cuore, che è anche il simbolo di una delle sue liste. La Meloni, però, non si fatta cogliere di sorpresa e, sorridendo, ha chiesto al rivale di toglierlo. E subito dopo si è vendicata. Antefatto: il giorno prima aveva ricordato un aneddoto del proprio nonno, costruttore, partigiano e talmente comunista da essere soprannominato “calce e martello”. Nessuno poteva quindi immaginare che proprio un nonno così, di cui il candidato porta nome e cognome, pronunciasse le parole riportate dal nipote: «Era il 1968 – ricorda Marchini -. Mio nonno viene invitato alla facoltà di architettura a Valle Giulia. Gli hanno chiesto, alla fine della lezione, chi è il più grande urbanista in questa città? Ha risposto Benito Mussolini»

Salvini: «Con Marchini i vecchi dinosauri della politica»

Al fulmicotone la risposta della Meloni: «L’urbanistica di Mussolini ha portato le case popolari come quelle della Garbatella. Il nonno di Marchini diceva che era un grande urbanista ma lui ha costruito la Magliana che non è la stessa cosa. Predicava bene ma razzolava male». Contro Marchini anche Matteo Salvini, principale alleato della Meloni a Roma: «Fortuna che era libero dai partiti. E’ così libero dai partiti che ha imbarcato vecchi dinosauri come Berlusconi, Fini, Casini, Alfano, Alemanno, Storace. Marchini può inventarsi quello che vuole, ma la sua compagnia a Roma ha già fatto un sacco di danni».