Marchini smentisce l’incontro con il Papa: “Scrivono fesserie”

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Fa discutere l’ultima uscita di Alfio Marchini  per sedurre l’elettorato cattolico centrista e le gerarchie ecclesiastiche. Dopo le dichiarazioni di fuoco contro le nozze gay che l’imprenditore  si rifiuterebbe di celebrare appellandosi all’obiezione di coscienza (che però la legge Cirinnà non contempla), arriva la notizia di un incontro privato con Papa Francesco che sarebbe avvenuto tre giorni fa alla presenza di Gaetano Quagliariello, che smentisce «trasecolando». Proprio alla vigilia della fiducia alla Camera sulle unioni civili.

Marchini smentisce: sono fesserie

Il resoconto apparso su la Stampa fa infuriare Marchini che parla di fesserie. «La ricostruzione fatta dal quotidiano La Stampa secondo cui tre giorni fa avrei incontrato il Santo Padre accompagnato dal senatore Quagliariello è falsa e destituita di ogni fondamento. Sarebbe cosa saggia e seria verificare prima di scrivere tali fesserie». Tutto inventato? Sul quotidiano torinese si parla dell’incontro con il Papa (al quale Marchini avrebbe lavorato «tosto» con l’aiutino di Quagliariello, Gianni Letta e Guido Bertolaso, che vanta ottime entrature nei palazzi vaticani) come di una illuminazione sulla via di Damasco. Insomma Marchini,  con il nonno partigiano che regalò a Togliatti il Bottegone, avrebbe capito che a Roma senza il placet della stanze Vaticane non si va lontano.

Il Vaticano detta la linea?

«Non è che il Pontefice gli abbia promesso qualcosa in termini di sostegno alla campagna elettorale – scrive La Mattina – tuttavia essere ammesso a visita privata non è poca cosa, non è da tutti. È un segnale ben preciso, una sorta di viatico. Come se le alte e altissime sfere Oltretevere gli avessero detto “vai, figliolo, siamo con te”». Ne esce un candidato sindaco “eterodiretto“ dal Vaticano che si fa dettare dal Papa la linea politica. «Dell’incontro –  scrive La Mattina – era al corrente certamente monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza episcopale italiana che, guarda caso, proprio alla vigilia del voto sulle unioni civili ha detto “Il voto di fiducia può rappresentare anche una sconfitta per tutti”. Per sfilare voti alla destra, insomma, Marchini si sarebbe «convertito» assicurandosi il sostegno e «la forza dei cattolici a Roma». «E il primo obolo da pagare – si legge ancora su La Stampa – è stato dichiarare che sarà un sindaco obiettore di coscienza. Arfio ora crede di poter salire la scalinata michelangiolesca del Campidoglio; o quantomeno di andare al ballottaggio».