La madre di una vittima: la Francia paga per Salah? E io non pago le tasse

Sale alto il grido di rabbia di Elisabeth Boissinot, madre di Chloé, 25 anni, falciata da una raffica di proiettili mentre era seduta al tavolo di un bistrot di Parigi il 13 novembre: la donna minaccia di “bloccare” il pagamento delle sue tasse se lo stato francese pagherà l’avvocato d’ufficio e le spese legali di Salah Abdeslam, unico ancora in vita dei terroristi responsabili degli attentati che costarono la vita a 130 persone. La donna ha pubblicato un testo sulla sua pagina Facebook, affermando di rifiutare che le sue tasse “servano a difendere chi ha assassinato” sua figlia. “Continuiamo a non avere onore – scrive la Boissinot – a lasciarci prendere in giro da questi musulmani integralisti. Dimentichiamo le 130 vittime e i feriti, le famiglie, i bambini…inchiniamoci davanti a leggi che favoriscono gli assassini…paghiamo i loro avvocati, diamo loro il comfort in cella…”. Rivolgendosi al presidente Francois Hollande, la madre della vittima continua: “se non farete niente, se nessuno si muove, se rimaniamo inerti di fronte a questa flagrante ingiustizia, io congelerò le mie imposte, signor presidente, non vi darò certo di che offrire a quest’uomo una detenzione migliore, miglior cibo e protezione rispetto a certi anziani nel nostro paese…”. In un altro passaggio, scrive: “Se ho capito bene, Chloé (la figlia uccisa, ndr) deve pagare quest’anno le tasse per aiutare la difesa di questo assassino. Brava Francia! Perché lui non chiede a Daesh di aiutarlo?”.