L’Istat dà i numeri. Rampelli: percentuali surreali per aiutare Renzi

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Un aiutino a Matteo Renzi a pochi giorni dalle amministrative. Miracolo italiano: aumenta l’occupazione… ma aumentano anche i disoccupati. È la curiosa fotografia scattata dall’Istat sul terreno minato del lavoro. Leggendo i dati diffusi dall’istituto di statistica si scopre che ad aprile è  tornato  a salire il tasso di disoccupazione  ma in contemporanea si registra una crescita dell’occupazione.

L’Istat gioca con i numeri

Il tasso di disoccupazione nel mese sale all’11,7% (era all’11,5% a marzo secondo il dato rivisto) e i disoccupati sono 2.986.000 in crescita di 50.000 unità su marzo e in calo di 93.000 unità su aprile 2015. Numeri difficile da leggere quelli dell’Istat, che si prestano alle interpretazioni più contraddittorie. Non a caso i commenti più soddisfatti vengono dal fronte democratico che gioca con gli algoritmi e si aggrappa all’aumento di partecipazione al mercato del lavoro  («l’Istat segnala il nuovo importantissimo trend sugli inattivi che finalmente diminuiscono. Questo significa che in Italia è cresciuta la speranza di trovare lavoro», commenta il vicepresidente dei senatori dem, Claudio Martini).

Rampelli: comunicato kafkiano in soccorso di Renzi

«L’Istat, a pochi giorni dal voto, addomestica i dati sul lavoro per non danneggiare Renzi», è il commento di Fabio Rampelli, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, «quanto diffuso  è un condensato di percentuali surreali che desta confusione e consente al ministro Poletti di dare fiato alle trombe». L’Istituto di via Cesare Balbo – prosegue Rampelli – ha postato un comunicato che ha del kafkiano: l’occupazione aumenta (e ovviamente il governo si attacca solo a questo dato), ma aumentano anche i disoccupati. Per confondere ancora di più la realtà, l’Istat dice che “ad aprile si osserva una consistente crescita della partecipazione al mercato del lavoro determinata dall’aumento contemporaneo di occupati e disoccupati e un corrispondente calo degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,8%, pari a -113 mila)”». Insomma un’esilarante analisi che vede l’Italia solidamente appesa al -0,3% di inattivi. «La tecnica del “ma anche” di veltroniana memoria – conclude il capogruppo di FdI – impallidisce di fronte a questa ambigua rappresentazione della realtà, talmente artefatta da nascondere l’unico dato certo e drammatico: l’incremento della disoccupazione giovanile». Per Maurizio Gasparri il governo ha poco da esultare: «I numeri sono chiari. Il tasso di disoccupazione è in aumento e ad aprile sale all’11,7 per cento. I toni trionfalistici del Pd sono del tutto fuori luogo. I giovani non hanno lavoro e nulla si è fatto per risolvere il dramma di chi lo perde in una fascia di età tra i 40 e i 50 anni e non riesce a trovare una nuova occupazione». Jobs act, voucher e quant’altro – aggiunge il senatore azzurro – hanno solo creato più instabilità nel mondo del lavoro e grande insicurezza. La riforma del lavoro non funziona. È solo un’altra fesseria colossale del Renzi show».