L’annuncio di Papa Francesco: anche le donne diventeranno diacone

Papa Francesco si accinge a far crollare un’altra granitica certezza. Ha infatti annunciato, nel corso dell’udienza in Vaticano con l’Uisg – l’Unione internazionale delle superiori – che a breve istituirà una Commissione di studio sul diaconato femminile come esisteva nella religione delle origini, ritenendo che le donne diacono siano «una possibilità per oggi». Lo ha fatto rispondendo a una domanda davanti ai circa 900 rappresentanti dell’Uisg e delle comunità religiose femminili. Nelle intenzioni del Pontefice, la commissione avrà il compito di studiare la possibilità di consentire alle donne di servire come diaconi nella Chiesa.

Papa Francesco lo ha detto alle suore dell’Uisg

Si tratta di un passaggio dall’indiscutibile valore simbolico che il Papa «venuto dalla fine del mondo» sembra voglia compiere non escludendo la possibilità di una storica apertura per porre fine alla prassi di un clero esclusivamente maschile. È, tuttavia, prevedibile che lo “strappo” di Papa Francesco ad uno dei capisaldi su cui da sempre poggia l’organizzazione ecclesiastica susciterà non poche perplessità, se non addirittura qualche ostilità tra le gerarchie. Sin dall’inizio, il Pontificato bergogliano si è caratterizzato per questa sua rincorsa sulla modernità, come se la principale preoccupazione della Chiesa consistesse nell’essere testimonianza del suo tempo e non anche Magistra. Insomma, è come se la Chiesa avesse rinunciato a essere guida spirituale dei fedeli per divenirne semplicemente lo specchio.

Un Pontificato ricco di “strappi”

Certo, è presto per tranciare giudizi definitivi sul magistero di Papa Francesco. Ma è fin troppo evidente che a fronte di un’Europa sempre più secolarizzata e sempre più preda di un edonismo privo di contrappesi, il ruolo della religione, sia essa cattolica, protestante o anglicana, si è scolorito fino a rendersi, in molti casi, del tutto indistinguibile dalle altre esperienze collettive. Tutto sembra avvolto in un presentismo che sempre più spesso appare implicita rinuncia alla trascendenza e al sacro. Nel corso degli ultimi decenni, a partire dal Concilio Vaticano II, la Chiesa è “scesa” verso i fedeli con l’obiettivo di rompere con un passato in cui si credeva senza capire. Oggi, però, incombe il rischio opposto e, cioè, capire senza credere.