Indagini sul culturista morto: arrestato ex campione mondiale di body building

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È passato quasi un mese da quando il culturista trentenne Gianni Racano è morto a Foggia dopo un breve ricovero. Su quel decesso si adombrò da subito il sospetto del ricorso ad analbolizzanti killer in vista di una gara. Per quella morte, giovedì è finito in manette il quarantanovenne Claudio Imperioex campione mondiale di body building over 40.

Morte del culturista foggiano: arrestato l’ex campione mondiale di body building

L’arresto dell’uomo, finito in manette giovedì a Foggia – fermo a cui hanno dato esecuzione polizia e Guardia di finanza per commercio illegale di sostanze dopanti – è avvenuto nell’ambito dell’inchiesta sulla morte, lo scorso 17 aprile, del culturista trentenne Gianni Racano, deceduto all’ospedale San Paolo di Bari dopo il trasferimento dagli Ospedali Riuniti di Foggia. Imperio è preparatore atletico presso la palestra che gestisce a Foggia. Gli investigatori – a quanto è dato sapere – hanno compiuto perquisizioni in un locale nella disponibilità di Imperio, ed hanno constatato che, recentemente, vi era stata una cospicua assunzione di farmaci dopanti dei quali si trovavano numerose fiale e siringhe con residui liquidi di farmaci, nonché fazzoletti intrisi di sangue. Inoltre, sono state sequestrate numerose scatole contenenti farmaci dopanti risultati di dubbia provenienza e alcuni scritti sui quali era attestata la compravendita dei farmaci ad altri atleti. Le sostanze sequestrate riportano indicazioni in lingua straniera e non riportano il contrassegno del Ministero della Salute, per questo si ritiene che la loro commercializzazione non sia avvenuta attraverso i canali convenzionali. Ciò nonostante, il dirigente della squadra mobile della questura di Foggia, Roberto Giuseppe Pititto, in relazione all’arresto dell’ex campione mondiale di body building over 40, ha tenuto a precisare che «al momento, sebbene non lo possiamo escludere, non abbiamo elementi che riconducano la morte di Gianni Racano a Claudio Imperio». «Siamo stati costretti a monitorare tutto ciò che attiene al mondo del body building e delle palestre – ha poi aggiunto – istruttori atleti, aziende farmaceutiche, finanche le farmacie perché gli anabolizzanti sono prodotti che vengono venduti anche per altre particolari patologie». Eppure, «purtroppo – ha proseguito e concluso Pititto – non abbiamo avuto una grande collaborazione da parte dei soggetti gravitanti in questo mondo, con una certa difficoltà abbiamo individuato Imperio. Non ha precedenti, è titolare nonché istruttore di una palestra a Foggia in Via Fuiani, è stato anche campione mondiale di body building over 40, e quindi pienamente inserito nel circuito. Imperio è stato tratto in arresto con l’accusa di commercio illegale di prodotti anabolizzanti».

L’inchiesta partita dalle perquisizioni degli armadietti di alcuni palestre

L’arresto di Imperio avvenuto nelle ultime ore segna dunque una svolta nelle indagini partite dalle perquisizioni effettuate in alcune palestre cittadine dopo la morte del giovane culturista foggiano. Sin dall’inizio, infatti, i sospetti si sono concentrati sul fatto che lo sportivo avesse potuto assumere sostanze dopanti in vista di una gara di body building che si sarebbe disputata in città. Sull’accaduto hanno cominciato a indagare la Guardia di Finanza e la Squadra Mobile di Foggia: un’inchiesta partita subito dall’iscrizione dei titolari di due palestre nel registro degli indagati. La morte del culturista foggiano ha indotto gli inquirenti, e sin dalle prime battute, a concentrare le attenzioni investigative sul possibile ricorso da parte di alcuni atleti ad anabolizzanti killer, ritenendo che fosse stato immesso sul mercato illegale un lotto di medicinali dopanti e pericolosi. Non a caso, infatti, nel corso delle perquisizioni condotte anche in abitazioni private, in due palestre sono stati sequestrati prodotti medicinali sospetti, le cui analisi hanno contribuito alla svolta odierna.