Il Pd avverte psicologi e medici: vieteremo le “terapie antigay” sui minori

Il Pd sulle orme di Barack Obama… ancora una volta. Emuli del motto presidenziale americano, e a fronte dello yes I can di repubblicana memoria, un nutrito gruppo di esponenti dem di casa nostra ha scelto di optare per il no, you can’t, riferito – e giuridicamente istituzionalizzato – in questo caso a terapeuti e medici fin qui alle prese con le “terapie antigay” indirizzate ai minori su richiesta dei genitori.

Il divieto delle “terapie antigay” sui minori

E allora, il senatore Sergio Lo Giudice (Pd) ha presentato, come primo firmatario «una proposta che per legge vieti le cosiddette “terapie riparative” e di “conversione” nei confronti dei minorenni omosessuali, da parte di psichiatri, psicologi, assistenti sociali, «pena la reclusione fino a due anni e la multa da 10.000 a 50.000 euro». Il testo che mette al bando la riflessione psicoanalitica sull’identità sessuale è firmato anche dai senatori Bocchino, Capacchione, Cardinali, Cirinnà, Dalla Zuanna, De Petris, Gatti, Guerra, Idem, Lo Moro, Lumia, Mastrangeli, Orellana, Palermo, Pegorer, Ricchiuti e Spilabotte.

Il Pd sulle orme di Barack Obama

Il ddl, spiega Lo Giudice argomentando genesi e finalità dell’iniziativa parlamentare volta a vietare le cosiddette “terapie antigay”, trae ispirazione da Barack Obama e punta a cancellare con un colpo di spugna la sperimentazione realizzata fin qui semplicemente asserendo – come riportato dal senatore Pd – che «la letteratura scientifica ufficiale negli anni ha condannato unanimemente le teorie antiscientifiche che sostengono la possibilità di convertire gli orientamenti sessuali non eterosessuali. I trattamenti in questione possono avere effetti disastrosi sulla psiche delle persone che vi si sottopongono. In occasione della Giornata internazionale contro l’Omotransfobia promuoviamo un nuovo impegno». Non solo: proseguendo nell’opera di semplice demolizione e delegittimazione del preesistente, «il provvedimento – spiega sempre Lo Giudice – individua le figure professionali (psicologo, medico psichiatra, psicoterapeuta, terapeuta, consulente clinico, counsellor, consulente psicologico, assistente sociale, educatore o pedagogista) alle quali è fatto divieto di applicare le suddette terapie di conversione su soggetti minorenni» e «per le professioni che richiedono una speciale abilitazione dallo Stato, la condanna comporta la sospensione dall’esercizio della professione da un minimo di un anno a un massimo di cinque anni». Come a dire che dal lettino alla sbarra il passo potrebbe essere breve…