Gli Usa: bombe-umane in Europa. Per Berlino “arrivano con i migranti”

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Un’ondata di foreign fighter in Europa senza precedenti. A lanciare l’allarme la responsabile antiterrorismo della Casa Bianca, Lisa Monaco, che in visita a Bruxelles ha pressato le autorità del Belgio a fare più squadra, a condividere un maggior numero di informazioni sul fronte dell’intelligence nella lotta all’Isis. In una serie di incontri, tra cui col premier belga Charles Michel, Monaco – riporta il Wall Street Journal – ha parlato di un flusso di jihadisti di ritorno «come non si era mai visto». E da Berlino giunge una conferma ai timori del centrodestra italiano: è molto più alto di quanto immaginato il numero di sospetti terroristi infiltratosi nel flusso di profughi arrivati in Germania lo scorso anno: secondo nuovi numeri del Bundeskriminalamt sono 369 le segnalazioni di persone fatte infiltrare da membri o seguaci di organizzazioni terroristiche. Lo rivela la Neue Osnabruecker Zeitung. Secondo l’Anticrimine federale, in 40 casi sono state avviate inchieste giudiziarie. Lo stesso ente conferma che il rischio di attentati in Europa e in Germania è elevato: «Nuovi attentati di cellule terroristiche islamiche non possono essere escluse».

Salvini: l’invasione dei migranti in Europa la finanzia il governo

«Alfano sì, un genio, grazie a lui mi sento sicuro e protetto. Poveretto, è l’ultimo degli ultimi quindi sui pericoli delle infiltrazioni terroristiche me la prendo con il primo, con Renzi, che sta finanziando l’invasione», ha detto Matteo Salvini a Radio Capital commentando le operazioni di sicurezza sul fronte immigrazione. «Se sbarcano mille persone al giorno – torna a chiedere – quante bombe umane stiamo piazzando in giro per l’Italia?». E i peggiori timori dell’Italia stanno prendendo corpo: «Domani (oggi, ndr) il Parlamento europeo discuterà il rapporto che aprirà ai viaggi in Europa senza visti per i cittadini turchi. Se prenderà la decisione sbagliata, rimanderemo indietro i migranti» in Europa. Sta suscitando molte polemiche in Turchia questo tweet, pubblicato nella tarda serata di ieri da Burhan Kuzu, deputato e membro della direzione dell’Akp del presidente Recep Tayyip Erdogan, oltre che suo consigliere in materia costituzionale. Kuzu non è nuovo a dichiarazioni provocatorie, che in passato hanno provocato imbarazzi nelle relazioni internazionali di Ankara.