Gioie e dolori della Rete: dalla vendita di artigianato ai social sotto accusa

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Un cantiere continuamente aperto, quello della Rete, che tra avanguardia tecnologica e sperimentazione metodologica, colossi del web in crescita o in espansione e vetrine virtuali evergreen, continua a innovare il web e a stupire i suoi internauti. e, naturalmente, ad estendere il suo raggio d’azione e di dominio digitale. Non stupisce – ma è comunque degno di nota – il fatto che da Facebook  a Netflix, passando per Amazon, pur nella diversità dei profili e del target a cui si rivolgono, si ritrovano in queste ore in particolar modo al centro della scena mediatica.

La Rete, Netflix: «Si potrà controllare il consumo dati su rete cellulare»

Cominciamo allora dalla piattaforma di Netflix che annuncia come per consentire di utilizzare il suo servizio sui cellulari senza spiacevoli sorprese per l’utente, consentirà di scegliere la qualità dello streaming video per controllare il consumo dei dati sulla rete cellulare. La modifica del sistema rende disponibile una funzione che permette di scegliere tra sei diverse impostazioni, che vanno dal limitare lo streaming solo alla connessione Wi-Fi, fino alla configurazione “Unlimited”, consigliata solo se si dispone di un piano dati illimitato. Quest’ultima consuma circa 1 Gigabyte di dati ogni 20 minuti. Con l’impostazione “Auto”, invece, è possibile vedere 3 ore di video consumando 1 GB, mentre con quella più economica, la “Low”, si arriva invece a 4 ore per GB. «Abbiamo notato grandi differenze nei volumi di streaming da smartphone e nei tipi di piani dati degli utenti – ha spiegato allora a corredo dell’annuncio,Eddy Wu, Director, Product Innovation di Netflix –, concludendo che l’obiettivo ecumenico della piattaforma punta a seguire sia l’ascissa della qualità che l’ordinata della quantità, fornendo «un maggiore controllo e una scelta più ampia in termini di utilizzo dei dati».

La Rete, Facebook in tribunale Usa: sotto accusa il sistema di tag delle foto

E mentre Netflix avanza, nell’universo social Facebook si ritrova ad affrontare l’ennesima battuta d’arresto. Negli Stati Uniti il social network è di nuovo al centro delle polemiche e alla sbarra per questioni giuridiche: dovrà difendersi in tribunale dall’accusa, mossa da alcuni utenti dell’Illinois, di aver violato la privacy raccogliendo e usando in modo illecito i dati biometrici delle persone, in particolare il riconoscimento facciale che serve a taggare chi viene immortalato nelle foto pubblicate sul social. Un tribunale californiano ha infatti respinto la richiesta di rigettare il caso avanzata dai legali della compagnia. Il problema non riguarda l’Unione europea, dove Facebook nel 2012 ha dovuto disabilitare il riconoscimento facciale per venire incontro alle riserve della Commissione irlandese per la protezione dei dati personali. Sotto accusa negli Usa è il sistema di tag delle foto, che violerebbe la privacy degli utenti creando una sorta di «impronta del volto», cioè delle rappresentazioni geometriche delle facce della gente, senza avere un esplicito consenso a farlo. Sebbene Facebook nei termini di servizio spieghi di essere legato solo alle leggi della California e a quelle federali, per il giudice la compagnia deve rispondere anche al “Biometric Information Privacy Act” dell’Illinois, che proibisce la raccolta di dati biometrici, e quindi il caso giudiziario può andare avanti. La sorte è la stessa toccata a Google, che a marzo è stata colpita da un’accusa simile per il suo servizio Foto, anche questo in contrasto con la legge dell’Illinois.

La Rete, Amazon sbarca in Sardegna e punta sui prodotti dell’artigianato

E se il web tra presente tecnologico e debutti futuristici puntasse su un classico come l’artigianato doc? Una fetta di mercato appetibile che Amazon non ha evidentemente nessuna intenzione di lasciarsi sfuggire. E allora, quasi un migliaio, per ora, dei migliori prodotti dell’artigianato artistico, tradizionale e di design sardo, prodotti da 57 diversi artigiani, e 285 milioni di potenziali clienti sparsi in tutto il mondo, è, in sintesi, il senso dell’accordo tra Amazon e la Regione Sardegna, che ha permesso di inaugurare la sezione dedicata all’eccellenza dei prodotti dell’artigianato sardo sul negozio online di Amazon Made in Italy sui siti Amazon.it, Amazon.uk e Amazon.de. E non è ancora tutto: dopo l’artigianato, hanno annunciato i firmatari dell’accordo odierno, arriverà anche il turno dell’agroalimentare di qualità.