È giallo sul rogo del San Camillo dove un paziente è morto carbonizzato

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«Esprimiamo profondo dolore per la tragedia avvenuta al San Camillo (un incendio in corsia nel quale è morto carbonizzato un paziente) Adesso in attesa anche del lavoro delle autorità competenti, auspichiamo venga fatta assoluta chiarezza». Lo dichiara il capogruppo di Forza Italia della regione Lazio e vice presidente della Commissione Salute Antonello Aurigemma. L’esponente forzista chiede di avere chiarimenti per «comprendere bene come sia stato possibile tutto ciò, e soprattutto verificare che siano state rispettate tutte le normative antincendio. Si tratta di un episodio drammatico, ed è prioritario analizzare in modo dettagliato quanto successo». A proposito dell’incendio nell’ospedale romano avvenuta il primo maggio, interviene anche Francesco Storace, vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio e candidato sindaco di Roma. «La relazione sul San Camillo non va data solo a Zingaretti, ma alla commissione sanità. Basta segreti sulle tragedie in ospedale». San Camillo: il precedente del 10 febbraio

 San Camillo: un precedente incendio il 10 febbraio

Questa la ricostruzione dell’incidente secondo la versione del nosocomio romano: «Intorno alle 0.30 del primo maggio si è verificato un incendio in una camera di degenza del secondo piano, lato sinistro del padiglione Maroncelli. Immediatamente sono entrati in funzione i sistemi di sicurezza ed il personale dell’azienda ha provveduto a spegnere l’incendio – prima dell’arrivo dei vigili del fuoco – e a evacuare i pazienti in zone sicure. I 17 pazienti sono stati trasferiti nella parte opposta del padiglione». «Per motivi precauzionali – sottolinea l’ospedale – gli altri pazienti dello stesso lato del padiglione, 40 persone, sono stati trasferiti in day hospital trasformati in posti di degenza. Nell’incendio è deceduto un uomo di nazionalità moldava di anni 65, A.G., ricoverato dopo aver subito un intervento di tipo neurochirurgico e affetto da gravi disturbi cognitivi. Nei reparti evacuati sono in corso le necessarie verifiche tecniche. Al momento non si esclude nessuna ipotesi, compreso quella che a provocarlo sia stata una sigaretta. Secondo quanto si è appreso da fonti sanitarie, il paziente non era attaccato a macchinari e nella stanza non c’erano bombole d’ossigeno. Come ha ricordato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, «già lo scorso 10 febbraio un incendio era scoppiato nei sotterranei del reparto maternità del San Camillo: cosa è stato fatto in questi due mesi sul fronte della sicurezza nell’ospedale? La causa dell’incendio?». Per Rienzi, «è colpa dei tagli alla Sanità del governo».