Giachetti: le liste del Pd a Roma? Non le ho fatte io, chiedete a Orfini

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Liste trasparenti e immacolate? Di questi tempi la questione morale è decisamente un nervo scoperto per il Pd alle prese con scandali e arresti quasi quotidiani. Chi arruolare e chi lasciare a casa nel rompicapo della composizione dei candidati da sottoporre al giudizio dei cittadini? È una domanda che imbarazza Roberto Giachetti, candidato sindaco del Pd  a Roma, costretto a scaricare la scelta finale sul partito, dopo il braccio di ferro degli ultimi giorni con la dirigenza di via Nazionale.

Giachetti: le liste le ha fatte Orfini

«Perché alcuni consiglieri sono stati ricandidati ed altri no? Questo non si deve chiedere a me, ma al commissario del Pd Matteo Orfini», ha risposto Giachetti a Omnibus su La7. «Io ho posto la regola delle liste pulite che mi è costata una polemica che io rispetto. Io so chi è in lista ma il criterio lo ha scelto il Pd, come lo hanno fatto per le loro liste Idv e Verdi». A dire il vero Giachetti, costretto alla svolta “giustizialista”, ha provato a mettere qualche paletto moralizzatore ma poi qualcosa gli deve essere sfuggito di mano come nel caso della candidatura di Erica Battaglia, ex consigliera dem con Marino, “orfiniana” doc, finita nelle cronache di Mafia capitale per aver ricevuto un contributo elettorale di cinquemila euro da Salvatore Buzzi. «La Battaglia non ha alcun carico pendente, è una persona che ha preso finanziamenti legalmente. Io non escludo da una lista una persona perché, facendo quello che fanno tutti, fa una cena, prende un finanziamento e lo rende pubblico. Sono convinto che la decisione del Pd di non fare manifesti in questa occasione vorrà dire che la campagna elettorale costerà meno…».