È un genio in matematica, sfiderà i più bravi a Parigi. Vive a Roma e ha 12 anni

FacebookPrintCondividi

Un genio di soli dodici anni. Ha partecipato per gioco e adesso dovrà vedersela “sul serio” con i matematici più bravi del mondo. Edoardo Guerrizio, romano doc, seconda media all’istituto Buonarroti, ha conquistato il quarto posto alla finale dei campionati internazionali dei giochi matematici organizzati dalla Bocconi di Milano, sorprendendo se stesso e i suoi genitori. Edoardo si è imposto nella finale regionale del 12 marzo e poi in quella nazionale, disputata presso il centro Pristem e adesso volerà a Parigi per la grande sfida finale. Nella capitale francese il piccolo campione, orgoglio dell’istituto Buonarroti, rappresenterà l’Italia confrontandosi con suoi coetanei che arrivano da tutti i continenti. Avrà a disposizione novanta minuti per risolvere 8 quesiti a base di equazioni, proporzioni, esercizi di logica e, come dice lui stesso, portare in alto il nome della sua scuola.  Modesto e incredulo per il successo dice che le prove non erano difficili, «non ho fatto niente di particolare, mi sono solo divertito».

A Parigi la sfida finale del piccolo genio

«Mi sembrava talmente strano aver superato le prove che non sono stato lì a preoccuparmi del prossimo appuntamento – racconta a chi lo intervista –  la mia prof, Virginia Venturiello, vuole che arrivi ben preparato. Io ho tanti altri impegni, gli allenamenti di calcio, gli scout, studiare clarinetto e inglese…». Quella di Edoardo è una bella storia di talento, volontà, un segno in controtendenza con le statistiche e i numeri che fotografano una scuola italiana senza eccellenze, ragazzi mediocri e professori incapaci. Un enfant prodige? Federica e Andrea, i genitori di Edoardo, sono  felici ma non hanno enfatizzato il risultato: «È andato a Milano senza seguire una preparazione particolare – racconta la mamma – non so nemmeno io come abbia fatto. Certo in matematica è sempre andato bene, ma non pensavamo fosse così bravo. Qualcosa avevo intuito quando a 4 anni mise in fila delle bottigliette di vetro e mi disse: “sai che due preso tre volte fa sei?”». Nella sua scuola  Edoardo è diventato una star: è stato festeggiato e portato in giro per le classi: «I miei compagni mi hanno detto che sono stato bravo. Ma da grande non voglio fare un lavoro che abbia a che fare con la matematica. Non so ancora cosa farò da grande».