Il Gelato Festival fa tappa a Roma: la finale europea a settembre a Firenze

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Si conclude domenica sulla terrazza del Pincio la sfida tra maestri gelatai a Roma, terza tappa del Gelato Festival, l’iniziativa nata a Firenze, dove il dolce freddo fu inventato da Bernardo Buontalenti a metà del ‘500, e diventata itinerante nelle città italiane. La prima sfida ha incoronato primo classificato Cristian Monaco con il gusto “Sicilia Romana” e secondo in classifica Antonio de Pascale con il gusto “Sale amore e fantasia”, promossi per la finale europea di settembre a Firenze. La seconda sfida si concluderà domenica 15 maggio e con i voti della giuria tecnica e dei visitatori del Festival, promuoverà altri due concorrenti. Prossima tappa è in programma a Napoli dal 19 al 22 maggio. A seguire Torino (26-29 maggio) e Milano (2-12 giugno). Per l’edizione del 2016, Gelato Festival andrà oltre i confini nazionali raggiungendo durante il periodo estivo Regno Unito, Germania e Spagna, rispettivamente con le tappe di Londra, Berlino e Valencia. L’appuntamento finale è in programma il primo settembre a Firenze.

Al Gelato Festival in gara il Made in Italy: un affare da 5 miliardi

Secondo gli ultimi dati resi noti da Fipe-Federazione italiana pubblici esercizi, sono 165 mila le tonnellate di gelato artigianale consumate in Italia in un anno, quasi 3 kg di gelato a testa, per un giro d’affari stimato in 4,7 miliardi di euro. Oltre 41mila le imprese attive nel settore Bar Gelateria e Gelateria/Pasticceria (12mila le gelaterie pure).  Per il canale Bar Gelateria si calcola che il giro d’affari prodotto in un anno sia pari a 18 miliardi di euro e che il gelato pesi per il 12% sui ricavi complessivi, con 2,16 miliardi di euro. Ma l’offerta di gelateria e pasticceria non si esaurisce inoltre nell’ambito del canale bar: si stima infatti un ulteriore giro d’affari di 2,5 miliardi di euro per attività commerciali e artigianali di Gelateria/Pasticceria. Il business del gelato artigianale italiano vanta un indotto di 50mila addetti e conta su fattori di successo indipendenti dalla congiuntura economica, come la pluralità di occasioni di consumo e l’offerta di prodotti legati alla tradizione e alla loro genuinità. Un altro simbolo del made in Italy vincente.