Gb, il Partito conservatore in rivolta contro Cameron: «Dimettiti, è meglio»

Si allarga la frattura interna al partito conservatore diviso sulla Brexit e a pagarne le conseguenze potrebbe essere il premier David Cameron. Secondo il Guardian, infatti, cresce la fronda contro il leader Tory in particolare da parte di alcuni deputati euroscettici: due di loro, Andrew Bridgen e Nadine Dorries, da tempo su posizioni molto critiche nei confronti del primo ministro, ne hanno chiesto apertamente le dimissioni e invocano una sfida per la leadership.

 Per Cameron un momento molto difficile

Se al momento sono solo in pochi a venire allo scoperto, non sarebbe difficile per gli oppositori del leader Tory, si legge sul Guardian, trovare altri 50 deputati “ribelli” e arrivare ad un voto di fiducia sul destino di Cameron. Ma per il Times, invece, il premier sarebbe pronto a vendere ‘cara la pelle’ e deciso a sfidare i suoi contestatori. Continuano intanto le polemiche e continuano i tentativi di creare paura tra gli elettori. Rischia una «forte battuta d’arresto» la Gran Bretagna in caso di Brexit. A lanciare l’ennesimo allarme sul fronte economico per il futuro del Regno Unito dopo il referendum del 23 giugno è questa volta Peter Sutherland, ex direttore generale del Wto. È per lui difficile inoltre che il Paese possa commerciare senza problemi secondo le regole dell’organizzazione internazionale una volta lasciato il mercato unico europeo, come invece sostengono gli euroscettici. Il periodo successivo ad un “divorzio” da Bruxelles sarebbe, sempre per Sutherland, di una «enorme complessità».