Fortuna, la bimba testimone accusa. La madre: ora li odio ancora di più

C’era grande tensione al tribunale di Napoli Nord ad Aversa (Caserta) dove oggi si è svolto l’incidente probatorio in cui una delle bimbe che accusa Raimondo Caputo per l’omicidio della piccola Fortuna Loffredo ha ripetuto la sua testimonianza. La bimba è una delle due figlie della compagna di Raimondo Caputo, anche lei in carcere con l’accusa di avere “coperto” l’orribile condotta del convivente. Momenti di tensione ci sono stati, fuori, tra una troupe televisiva e alcuni parenti di Caputo. La criminologa Roberta Bruzzone, consulente del padre e dei nonni di Fortuna, ha dichiarato di essere soddisfatta di come è andato l’interrogatorio. “Si tratta – ha detto – di un accertamento chiave”. “Abbiamo ascoltato solo una delle due bambine – spiega l’avvocato di Caputo –  L’altra era stanca, il colloquio continuerà domani. Il mio assistito è rimasto sbalordito dalle risposte che la bimba ha dato al gip attraverso la psicologa”.

In aula c’era anche Domenica Guardato, la mamma di Fortuna: «Ho rivolto lo sguardo verso Raimondo e la sua compagna ma loro non mi hanno guardato. Hanno fatto finta che non esistessi – ha detto ancora Domenica – ora provo ancora più odio nei loro confronti». E sulla compagna dell’accusato: «Non la perdonerò mai – ha detto – lei ha ancora le sue figlie. La mia, invece me l’hanno uccisa. Avrei preferito un milione di volte averla su una sedia a rotelle. Invece sono costretta a portale fiori sulla sua tomba».

Il padre di Fortuna, Pietro Loffredo, ha detto che è stata un’esperienza terribile ascoltare le cose dette dalla bambina ascoltata dal gip: “Ho visto la compagna di Caputo, guardava le figlie in tv che raccontavano questi terribili fatti. Lei può ancora guardarle; io Fortuna non ce l’ho più. Ma lei, le sue sue figlie le ha perse”.  “Caputo non mi voleva guardare ma per un attimo i nostri sguardi si sono incrociati”, ha detto ancora il papà di Fortuna.