Firenze, Renzi contestato dalle vittime del “salva banche”: «Beffati ancora»

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Il danno e la beffa: dopo la tragedia economica che ha colpito i risparmiatori vittime del decreto “salva banche”, ora arriva la beffa del rimedio: una toppa a colori che evidenzia ulteriormente lo strappo subito. E a colpi di decreti – “salva banche”, prima, e per i rimborsi dei consumatori, poi, – carnefici e vittime di questo dramma tornano in campo: chi a “infierire” ulteriormente, e chi a subire nuovamente. Intanto, mentre uno stanco copione torna a comsumarsi per l’ennesima volta in pochi mesi, il presidente del Consiglio Matteo Renzi arriva al Teatro Niccolini a Firenze, pronto a lanciare i comitati per il sì al referendum costituzionale del prossimo autunno. Ma a dispetto di platea e palchi del teatro, nel centro storico della città e recentemente restaurato, la scena vera è quella che si svolge fuori del Niccolini, dove un gruppo di risparmiatori dell’associazione “vittime salva-banche” si è radunato al grido di «Buffoni, vogliamo i rimborsi totali», e chiedendo un incontro urgente con il presidente del Consiglio. E così Renzi ripara entrando in teatro da un ingresso secondario…

Le “vittime” delle banche contro Renzi

Non incontra particolari favori il decreto varato dal Consiglio dei ministri per il sistema bancario tra consumatori pronti al ricorso, sindacati preoccupati per le ricadute occupazionali e Comitato vittime del salva banche che esprime la propria perplessità. Ma c’è anche chi, come la Cgil apprezza il provvedimento del governo. L’opposizione va invece decisamente all’attacco. «Il decreto per i rimborsi dei risparmiatori delle quattro banche, anche se dovremo fare una maggiore e più approfondita analisi delle norme, ci lascia francamente insoddisfatti», dichiarano Elio Lannutti (Adusbef) e Rosario Trefiletti (Federcondumatori). «Non condividiamo proprio per nulla, sia la definizione di un tetto a risarcimenti che, per loro natura qualora – come noi riteniamo fossero a fronte di raggiri e truffe – non può, né deve essere definito, e non approviamo neppure l’altra importante questione di collegare gli andamenti conciliativi e di ristoro a parametri di reddito del risparmiatore colpito». E quindi avanti con le vertenze legali.

Le proteste: dal Codacons all’Adusbef fino a Federconsumatori

Protesta anche il Codacons che annuncia nuove mobilitazioni contro il decreto «che prevede inaccettabili rimborsi parziali per gli obbligazionisti coinvolti nel salvataggio delle 4 banche. Il nostro ufficio legale – spiega il presidente Carlo Rienzi – sta già lavorando per impugnare il provvedimento al Tar e portarlo in Corte Costituzionale». Troppo bassa la soglia di 35.000 euro – afferma Massimiliano Dona, segretario dell’Unc –. «Il problema non è tanto, il doppio binario, fatto anche per evitare intromissioni europee, quanto la sostanza, ossia l’entità del rimborso». Anche il Comitato vittime del Salva banche esprime non poche perplessità: «Ad una prima analisi del decreto, come purtroppo ci aspettavamo, troviamo aspetti fortemente negativi, come la completa esclusione di una parte dei risparmiatori che consideriamo inaccettabile. Possiamo condividere la precedenza nel ristoro immediato alle cosiddette fasce deboli, ma quello che non capiamo invece è, come mai essendo stato tolto il tetto, si parla solo di un 80% massimo e non dell’intera somma persa»