Farage: «Blindare i confini, gli immigrati ci tolgono ricchezza»

Il referendum sulla permanenza nell’Unione Europea ha ormai monopolizzato il dibattito politico in Gran Bretagna rompendo schemi e spaccando trasversalmente i partiti. Se sulla Brexit, il cui voto è fissato per il prossimo 23 giugno,chi rischia di pagare il prezzo più salato sono i conservatori al governo, divisi tra i fautori della permanenza nella Ue, come il premier David Cameron, e i contrari capitanati dall’ex-sindaco di Londra, il vulcanico Boris Johnson, a incassarne maggiori consensi può essere invece, Nigel Farage, leader dell’Ukip, partito etichettato di estrema destra ma che fa gruppo comune con i Cinquestelle nell’Europarlamento di Strasburgo.

Farage: «Sulla Brexit preparatevi a una sorpresa»

«Preparatevi a una sorpresa», ha sibillinamente annunciato Farage parlando di Brexit in un’intervista a Repubblica. È vero – ha poi aggiunto – che il premier Cameron «ha tutto l’establishment dalla sua, ma dalla nostra abbiamo il popolo, e il popolo non ne può più di un’immigrazione senza controlli. Il leader dell’Ukip è convinto che la carta decisiva per convincere i britannici a dire bye bye a Bruxelles sia la paura dell’immigrazione. E lui la cala con l’aria di chi sa che è anche l’unica in grado di seminar il panico proprio tra i conservatori. Non a caso usa toni cari alla propaganda della destra: «La Gran Bretagna – ha detto ancora Farage – può riconquistare l’indipendenza e mi riempie d’orgoglio avere giocato un ruolo in questa occasione storica. De Gaulle diceva che tutti i progetti di valore sono a lungo termine. Ebbene stiamo per cogliere i frutti di un lavoro iniziato vent’anni fa da me e altri».

Il leader dell’Ukip intervistato da “Repubblica”

Farage ascrive a merito del proprio movimento la stessa Brexit. A suo avviso, infatti, il referendum è stato possibile perché «Cameron è stato costretto dalla crescita del nostro partito». Studi autorevoli affermano che l’immigrazione è un vantaggio economico, non un danno: «Vadano a dirlo alla nostra gente – ha ribattuto Farage -, preoccupata che non avere controlli su chi entra in questo paese sia una minaccia ai nostri servizi pubblici, ai nostri posti di lavoro e alla nostra sicurezza. Vogliamo riprenderci il controllo delle nostre leggi, del nostro budget e dei nostri confini».