Quattro esplosioni, a fuoco una fabbrica chimica nel Torinese: sei feriti

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Tre esplosioni e un violento incendio hanno distrutto, ieri sera, una fabbrica chimica del Torinese a due passi dall’ex Olivetti, la Darkem di Scarmagno. All’interno non c’erano dipendenti, ma due Vigili del fuoco sono rimasti ustionati in modo grave, e altri tre sono rimasti feriti. In ospedale è finito anche un carabiniere e due persone sono rimaste intossicate dal fumo. Oggi le scuole del paese, che conta un migliaio di abitanti in mezzo alle fabbriche della cintura torinese, resteranno chiuse. Lo ha deciso il sindaco, dopo essersi consultato con gli esperti dell’Arpa (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale). Le fiamme si sono levate altissime, visibili da chilometri di distanza, e sono ancora tutte da capire le cause e le conseguenze ambientali del grave incidente che ha interessato la ex Interchimica. I due Vigili del fuoco feriti più gravemente sono stati portati al Cto di Torino, specializzato in gravi traumi e ustioni; gli altri tre, sono stati trasportati a Ivrea, dove è stato medicato anche il militare per una lussazione ad una spalla. Sono stati già dimessi in nottata. Due persone, agenti di polizia secondo le prime informazioni raccolte sul posto, sono rimaste intossicate dal fumo: uno è rimasto in osservazione all’ospedale San Giovanni Bosco di Torino, ma non risulta in gravi condizioni. Le fiamme, alimentate dai materiali chimici, hanno poi investito due mezzi dei Vigili del fuoco danneggiandoli irrimediabilmente. Il tetto ed i muri della fabbrica sono stati sventrati dall’esplosione. Secondo un testimone, il proprietario di un capannone vicino alla Darkem danneggiato dallo scoppio, la deflagrazione ha scagliato parti in muratura e metalliche a decine di metri di distanza. «Ho sentito quattro botti, uno dietro l’altro – ha raccontato – poi ho visto alzarsi alte fiammate». A Scarmagno sono arrivate squadre di Vigili del fuoco dei distaccamenti di Torino, Ivrea e Aosta, oltre a quelli del paese. Si dovrà lavorare molte ore – dicono – per spegnere completamente le fiamme e mettere in sicurezza l’area.