Roma, respinte le liste di Fassina. Mancavano le firme. La sinistra pensa al ricorso

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Stefano Fassina escluso dal voto in Campidoglio: la notizia ha del clamoroso, tanto più che a un primo, tempestivo annuncio, seguono ore di silenzio. In attesa delle spiegazioni, però, quello che fino a poco fa veniva considerato il candidato sindaco della sinistra radicale riunitasi intorno a Si e Sel annuncia – via social – la prossima battaglia di ricorsi e reclami.

Elezioni a Roma, respinte le liste di Stefano Fassina

“Abbiamo appreso con stupore che la commissione elettorale ha respinto le nostre liste dalla competizione per Roma. Si tratta di una decisione che, se fosse confermata, altererebbe pesantemente l’esito delle elezioni amministrative nella Capitale. Presentiamo subito ricorso e nelle prossime ore decideremo quali ulteriori iniziative intraprendere”. Queste le poche, e ovviamente, agguerrite parole arrivate da Stefano Fassina attraverso un post pubblicato su Facebook dal candidato sindaco di Roma appena escluso dall’agone capitolino. Un’estromissione clamorosa, quella dell’ex viceministro dell’economia del governo Letta che, in base a quanto riportato – tra gli altri – dal Corriere della sera, sarebbe dovuta ad una “erronea” presentazione delle liste. Secondo il quotidiano di via Solferino, dunque, la causa dell’esclusione dalla competizione capitolina andrebbe addebitata alla “presentazione degli elenchi all’ufficio elettorale in Campidoglio, in via Petroselli: i tecnici amministrativi – riporta il Corriere – hanno dichiarato inammissibili le liste del candidato sindaco: prima quelle per i Municipi, poi la “civica” e la “politica” (cioè Si-Sel) per ilComune”.

Gli errori, l’esclusione, il ricorso

In base quanto fin qui ricostruito e riferito, dunque, sembra che si sia trattato di un problema procedurale di duplice natura: e allora, da quanto riferito dal Corriere, “sulla lista civica mancherebbero le date (o la data) in cui sono state raccolte le sottoscrizioni; sulla “politica” la commissione elettorale avrebbe ritenuto valide meno firme del minimo necessario (1300)”. Stando così le cose, quindi, se confermata e argomentata l’esclusione di Fassina e delle sue liste, per la sinistra a Roma resterebbe in campo solo Andrea Catarci, che per la competizione elettorale del Campidoglio ha presentato due liste civiche sue, in autonomia dall’ex viceministro e, dunque, oggi immune dai problemi, polemiche e ricorsi. E se al momento aleggia il dubbio su chi indirizzare i voti dell’escluso Fassina tra il dem Giachetti (operando a naso tappato una scelta di campo filo governativa) o la grillina Raggi (scelta in caso in extrema ratio come espressione di un voto di protesta contro Renzi), una cosa è certa: il quadro della competizione capitolina – tra rinegoziazioni ed esclusioni – cambia ancora una volta.