Egyptair, è un caso politico: l’Egitto smentisce tutto, dalla bomba alla virata

Botta e risposta, notizie e smentite, sembra un copione già visto: il dramma dell’aereo Egyptair è divenuto un caso politico in Egitto, tanto che il medico legale che sta esaminando i resti è stato costretto a una fin troppo decisa smentita: come nel caso Regeni, notizie si susseguono alle ipotesi, smentite alle notizie, fino a che il caso diventa oscuro e nessuno può più dire nulla. Sembra che il caso dell’aereo precipitato stia seguendo lo stesso pericoloso percorso: il capo del Dipartimento di medicina legale egiziana, Hisham Abdel Hamid, ha smentito con decisione le indiscrezioni riportate in mattinata dalla Associated Press e attribuite alla propria struttura su un’esplosione a bordo dell’Egyptair precipitato giovedì e le ha declassate al rango di mere ipotesi. «Il presidente del dipartimento di Medicina legale, Hisham Abdel Hamid, ha smentito le informazioni pubblicate dai media citando fonti del dipartimento di medicina legale stesso secondo le quali un’esplosione ha avuto luogo a bordo dell’apparecchio», si afferma in una nota. «Egli ha affermato che tutte le informazioni a questo riguardo sono destituite di fondamento, non hanno nulla a che vedere con la medicina legale e non sono altro che ipotesi non annunciate dai medici legali», viene aggiunto. Abdel Hamid, si continua, «ha chiesto ai media di essere vigili e di non pubblicare voci menzognere che danneggiano gli interessi superiori dello Stato e la sicurezza nazionale, altrimenti saranno deferiti alla Giustizia», conclude la nota. Troppa veemenza e troppa tempestività, per non esserci un intervento superiore. La prima notizia rimbalzata in tutto il mondo inella prima mattinata era che l’ipotesi dell’esplosione in volo veniva confermata dal primo rapporto di medicina legale stilato sul disastro aereo Egyptair. Era stato rivelato da non meglio identificate fonti vicine alla commissione d’inchiesta, che asserivano che «il primo rapporto della medicina legale ha indicato che, secondo l’autopsia dei resti dei corpi delle vittime, un’esplosione ha avuto luogo a bordo dell’aereo prima che precipitasse», avevano ancora riferito le fonti che preferivano però mantenere l’anonimato ma che si erano lasciate misteriosamente definire «autorizzate».

L’Egitto minaccia anche querele per chi parli di terrorismo

Una smentita può essere comprensibile, ma due cominciano a diventare un mistero: infatti sul disastro aereo non ci sono più certezze, neanche su uno dei pochi punti che sembravano accertati finora: le brusche virate dell’Airbus 320 segnalate nel dettaglio dalla Grecia e che ora l’Egitto smentisce. «L’aereo è apparso ad un’altezza di 37 mila piedi all’interno dello spazio aereo (greco, ndr) senza alcuna deviazione, poi è scomparso dagli schermi dei radar dopo meno di un minuto», ha dichiarato Ehab Mohieldin, l’amministratore delegato del Nansc, l’Ente nazionale egiziano di servizi per la navigazione aerea. Anche se non lo ha esplicitato, la dichiarazione è in aperto contrasto con quella resa già giovedì, poche ore dopo il disastro che ha causato 66 vittime, dal ministro della Difesa greco Panos Kammenos: «Immediatamente dopo essere entrato nella Fir», la flight information region del Cairo, «ha compiuto brusche virate e una discesa che descrivo così: 90 gradi a sinistra e poi 360 gradi a destra». Kammenos aveva anche parlato di un violenta perdita di quota del velivolo di 6.700 metri (da 37.000 a 15.000 piedi) di cui il responsabile egiziano non parla. La magistratura egiziana ha reso noto di aver chiesto comunque alla Grecia la registrazione delle conversazioni intercorse fra il pilota del volo Egyptair precipitato giovedì e una torre di controllo ellenica. Adombrando interesse per la pista terroristica, la Procura generale ha chiesto alla Francia eventuali video che ritraggano l’aereo mentre stazionava all’aeroporto parigino di Roissy Charles-de-Gaulle prima del decollo. Il mistero continua.