Donne e chiesa, il Papa rilancia e cita «l’amore materno di Dio»

A soli tre giorni dalla storica apertura sul diaconato femminile, su cui ha annunciato la creazione di una commissione di studio, papa Francesco fa il bis sulla sua visione di un ruolo sempre più centrale per le donne nella Chiesa. Lo fa nel Messaggio pubblicato oggi – «nel contesto molto appropriato della Pentecoste», ha sottolineato al Regina Coeli dopo la messa in San Pietro – per la 90/ma Giornata Missionaria Mondiale, che si celebrerà il prossimo 23 ottobre. E anche se, dopo le sue parole alle religiose dell’Uisg, l’Unione delle superiore generali, sul diaconato femminile nella Chiesa dei primi secoli e sulla sua intenzione di studiare la questione, il Vaticano ha voluto frenare il clamore che ne era nato (il sostituto della Segreteria di Stato, monsignor Angelo Becciu, in un tweet ha descritto un Papa “sorpreso sulle diaconesse”, invitando a “non affrettare le conclusioni”), oggi la crescente partecipazione di donne all’attività missionaria, che Francesco esalta come forte «testimonianza di amore di misericordia», gli suggerisce di nuovo considerazioni che singolarmente fanno riferimento proprio ai «primi tempi dell’esperienza ecclesiale». Anche con sottolineature in qualche modo sorprendenti. «Segno eloquente dell’amore materno di Dio – dice il Papa nel Messaggio – è una considerevole e crescente presenza femminile nel mondo missionario, accanto a quello maschile». Le donne, «laiche o consacrate», e oggi anche «non poche famiglie», «realizzano la loro vocazione missionaria in svariate forme: dall’annuncio diretto del Vangelo al servizio caritativo».

Papa Bergoglio cita la donna con toni che evocano Luciani

Ma il Papa va oltre, ponendo l’accento sulle caratteristiche e le qualità proprie delle donne che, nel particolare contesto missionario, risultano anche più efficaci di quelle degli uomini. «Accanto all’opera evangelizzatrice e sacramentale dei missionari – dice infatti -, le donne e le famiglie comprendono spesso più adeguatamente i problemi della gente e sanno affrontarli in modo opportuno e talvolta inedito: nel prendersi cura della vita, con una spiccata attenzione alle persone più che alle strutture e mettendo in gioco ogni risorsa umana e spirituale nel costruire armonia, relazioni, pace, solidarietà, dialogo, collaborazione e fraternità, sia nell’ambito dei rapporti interpersonali sia in quello più ampio della vita sociale e culturale, e in particolare della cura dei poveri». Non è la prima volta che Bergoglio parla in modo del tutto naturale di «amore materno di Dio», con accenti che ricordano il «Dio è papà, più ancora è madre» di papa Giovanni Paolo I all’Angelus del 10 settembre 1978. Papa Luciani morì pochi giorni più tardi, in quello che è stato uno dei più brevi pontificati della storia della Chiesa.