Donald Trump vince le primarie ovunque. E in India pregano per lui…

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Sembra che le preghiere rituali svolte in India dal movimento Hindu Sena per la vittoria di Donald Trump alle presidenziali americane, stiano sortendo l’effetto voluto: il candidato per la nomination repubblicana ed unico rimasto in corsa per il fronte Gop vince le primarie in West Virginia secondo le proiezioni di diversi media americani. Nonostante gli altri candidati si siano ritirati dalla corsa gli elettori possono comunque decidere di votarli. Per i democratici nello stesso Stato guida Bernie Sanders su Hillary Clinton, stando agli exit poll. E Donald Trump vince le primarie repubblicane anche in Nebraska, stando alle proiezioni della Cnn. Il tycoon di New York è l’unico ancora in campo per la nomination del Grand Old Party, ha tuttavia ancora bisogno di raggiungere il numero magico di 1.237 delegati che gli consente di arrivare alla convention di luglio con le spalle coperte. In Nebraska conquista tutti i 36 delegati in palio. E anche il partito repubblicano si arrende a Trump: «Unire il partito». Questo lo scopo dichiarato del repubblicano speaker della Camera Paul Ryan nel faccia a faccia previsto per domani con Donald Trump. «Non lo conosco bene, dobbiamo conoscerci», ha detto Ryan del probabile candidato del Gop alla Casa Bianca. «Abbiamo il compito di cercare l’unità – ha spiegato lo speaker ai giornalisti – per offrire a questo Paese una scelta. C’è del lavoro da fare in questo senso ed è quello che intendiamo fare». Questa la traccia insomma dell’incontro tra i due dopo lo scontro a distanza, con Ryan – la più alta carica eletta del partito – che ha dichiarato di non essere ancora pronto a sostenere la candidatura di Trump e quest’ultimo che gli ha risposto a tono, minacciando inoltre di togliergli la co-presidenza della convention di luglio.

Il Gop si arrende a Trump: uniamo il partito

Comunque in campo democratico la sfida continua tra Hillary Clinton e Bernie Sanders. Il senatore socialista del Vermont vince le primarie democratiche in West Virginia ed esulta al grido di “Lotterò fino alla fine, per ogni voto”. Conferma così la sua sorprendente corsa che pur tenendolo ancora a distanza in termini di delegati dalla ex first lady non le concede lo spazio necessario per chiudere la partita e dedicarsi al 100% alla sfida finale che gia’ vede con Donald Trump verso l’election day di novembre per tornare alla Casa Bianca da primo presidente donna degli Stati Uniti. Sanders apre però all’unità, ponendo anche lui ormai al centro della corsa la necessità di battere Donald Trump. Su questo invoca l’unità del partito in una maniera che mai fino ad ora lo aveva visto allinearsi così alla rivale Hillary Clinton. «Ho un messaggio per i delegati a Filadelfia. – dice – Se con Hillary Clinton abbiamo molte differenze, su una cosa siamo d’accordo: dobbiamo sconfiggere Donald Trump». E continua: «Trump non diventerà presidente perché il popolo americano sa che la nostra forza è la diversità».