Sul ddl prescrizione Alfano contro Renzi: “Scelga tra noi e i giustizialisti”

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È scontro nella maggioranza sul ddl prescrizione in discussione alla Commissione Giustizia del Senato. La prescrizione parte dalla data in cui è stato commesso il reato o dal momenti in cui viene scoperto? Su questa ultima ipotesi il partito di Angelino Alfano è pronto ad alzare le barricate. «Apprendiamo con stupore che i due relatori, entrambi esponenti del Pd, hanno presentato proposte emendative» sulla prescrizione «che si pongono in direzione esattamente contraria agli impegni precedentemente assunti dal ministro Orlando. Invitiamo i colleghi Casson e Cucca al ritiro immediato delle loro proposte mai discusse e non condivise all’interno della coalizione». Lo afferma il capogruppo Ap al Senato Renato Schifani dicendo “no” alla formazione di “maggioranze trasversali” sul testo. Il motivo del no lo spiega Rocco Buttiglione: «Immaginate però che il giudice venga a chiedervi conto di quello che avete fatto venti anni fa, il 27 maggio del 1996. Chi di voi se lo ricorda? Chi è in grado di dimostrarlo? E se i testimoni nel frattempo sono morti? Chi è in grado di discolparsi da accuse che risalgono ad un tempo remoto della sua vita? Chi si ricorda dove era e cosa faceva venti anni fa? Per questo esiste l’istituto della prescrizione che dice che non si può celebrare un processo ad una distanza di tempo troppo grande dai fatti imputati. Per questo, la prescrizione deve decorrere dal momento in cui il presunto reato è stato commesso e non semplicemente dalla sua scoperta come propone il senatore Casson».

Forza Italia: “Sul ddl prescrizione le solite contraddizioni”

Ancora più esplicito il ministro dell’Interno, Alfano: «C’è nella commissione Giustizia del Senato un’area giustizialista storica della vecchia sinistra, lì c’è un residuo giustizialista. Ancora una volta il Pd sarà chiamato a scegliere tra la vecchia sinistra giustizialista, legata a un’idea che non prevede garanzie per il cittadino e chi come noi ha un profilo più riformatore», spiega Alfano rimarcando: «Noi diciamo che c’è un tempo della prescrizione che possiamo allungare ma non può essere eterno». Da parte di Forza Italia, il quadro della situazione è chiaro: «Il disaccordo sugli emendamenti presentati dai relatori al disegno di legge sulla prescrizione – commenta Daniela Santanchè – dimostra che questa maggioranza sta insieme solo per la sete di potere. Ma in questa strana alchimia a rimetterci sono soltanto i cittadini che vedranno approvare solo riforme dannose ed inutili».