Il Csm trasferisce Scavo, pm del caso Varani: avances ad avvocatesse

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Provvedimento disciplinare – censura e trasferimento d’ufficio al Tribunale di Viterbo, come giudice – per il sostituto procuratore romano Francesco Scavo, 59 anni, contitolare, tra l’altro, delle inchieste sugli italiani sequestrati all’estero, sui due marò e, da ultimo, sull’omicidio di Roma del giovane Luca Varani.
Lo ha deciso la sezione disciplinare del Csm al termine di un procedimento in cui Scavo è accusato di aver rivolto ad alcune avvocatesse e ad altre interlocutrici, in occasione dell’esercizio delle sue funzioni, «apprezzamenti imbarazzanti a sfondo sessuale» e «vere e proprie avances». In un caso, secondo quanto si legge nel capo di incolpazione, queste avances si sarebbero «tradotte anche in repentini “palpeggiamenti” in ufficio davanti alla porta di collegamento con la segreteria».
Il magistrato ha respinto tutte le accuse mossegli nel provvedimento disciplinare, che è impugnabile. Dopo essersi laureato in giurisprudenza all’Università di Roma e aver frequentato la Scuola di Guerra Aerea di Firenze come ufficiale, Scavo è entrato in magistratura e, per oltre tre anni, ha lavorato al dicastero di via Arenula come magistrato addetto dell’Ufficio Gestione Magistrati per poi lavorare 30 anni come pm fra Canelli, Terni e Roma dove si è occupato, fra l’altro, della vicenda di Vanessa Marzullo e Greta Ramelli, le due simpatizzanti dei ribelli sequestrate in Siria.