Csm, sugli arrestati del Pd scoppia la guerra tra le correnti della sinistra

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Chissà se in questi giorni di assedio giudiziario a Matteo Renzi è mai venuta in mente Agatha Christie e se abbia rimuginato il tempo necessario per capire quanta ragione avesse nel sostenere che «un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza ma tre indizi fanno una prova». E chissà se nel darle ragione non abbia riavvolto il nastro delle ultime settimane mettendo in fila in nomi di Federica Guidi (non indagata, ma dimessasi dalla carica di ministro a seguito dell’inchiesta di Potenza sul petrolio), Stefano Graziano, il presidente campano del Pd sotto inchiesta per concorso esterno e, infine, quello di Simone Uggetti, il sindaco di Lodi arrestato con l’accusa di turbativa d’asta. Probabilmente sì, ci avrà pensato. Ma avrà anche riflettuto che è una dura legge della politica soccombere sotto le stesse armi con cui hai eliminato il nemico. Il Pd ha ferito con la spada del giustizialismo e ora di giustizialismo rischia di perire.

Fanfani, consigliere laico del Pd, contro i giudici di Lodi

Ecco perché, nonostante Agatha Christie, la linea ufficiale del Pd resta quella solita: toni bassi, fiducia nelle procure e fuoco a volontà solo contro i Cinquestelle, i più interessati a seppellire il Pd sotto le macerie della questione morale, obbedendo al teorema di Nenni in base al quale «chi fa il puro trova sempre un altro più puro che lo epura». Ufficialmente, dunque, il Pd non muove guerra alla magistratura. Dietro le quinte, però, la guerriglia c’è e si fa sentire fin dentro Palazzo dei Marescialli. E proprio qui, nella sede del Csm, infatti, che il consigliere laico del Pd, Giuseppe Fanfani, ha alzato la voce per annunciare che nelle prossime ore chiederà al Csm l’apertura di una pratica in I commissione per verificare “la legittimità dei comportamenti tenuti e dei provvedimenti adottati” sull’arresto di Uggetti definito «ingiustificato e comunque eccessivo». Fanfani, che nella vita fa l’avvocato, dice di non aver mai visto «in 40 e più anni di attività di penalista incarcerare alcuno per un reato come la turbativa d’asta»

La dura replica di Area, la corrente più a sinistra del Csm

Parole che non potevano non accendere lo scontro all’interno del Csm. Sono soprattutto i consiglieri di Area, la corrente più di sinistra della magistratura, a pronunciare le parole più dure: «La definizione di “arresto ingiustificato e comunque eccessivo” da parte del consigliere Fanfani – scrivono in una nota – appare una indebita interferenza sulla autonomia e sulla serenità dei magistrati e rischia di delegittimare il loro impegno». Si tratta ancora di schermaglie e solo le prossime mosse ci diranno se la sortita di Fanfani è una fuga in avanti o annuncia un salto di qualità nella strategia del Pd nei confronti della magistratura. Nel frattempo, nella testa di Renzi la massima di Agatha Crhistie gira come un disco rotto.