La compagna Ferilli disobbedisce: Giachetti non mi convince, non lo voto

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Sabrina Ferilli per la prima volta disobbedisce al partito e vota come sindaco di Roma la candidata dei grillini. «E alla fine mi son detta: ma non sarà il caso di provare a votare questa ragazzetta esile, dalla faccia pulita, che fa per nome Virginia Raggi?». Intervistata da Il Fatto quotidiano l’attrice critica le scelte del Pd e su Stefano Fassina dice: «Tra l’altro quel voto lo meriterebbe pure! Ma non vince, non ha alcuna possibilità, e io devo badare a far pesare la scheda in un tempo in cui sembra che il potere faccia l’impossibile per occultarsi, per invitare tutti noi a scordarci di lui. Com’era il consiglio amichevole per il referendum sulle trivelle, ricorda? Andate a mare, fatevi un thè caldo, leggete un bel libro, guardate la partita, magnate i popcorn. La democrazia s’infragilisce se perde la sua anima popolare, la partecipazione, l’interesse».

Ferlli: «Non sono Gastone, resto Paperino»

«Perché devo ritenere irresponsabile dare un voto all’unico movimento che cerca ancora la piazza come luogo di ritrovo, che chiede alla gente di interessarsi alla politica, di prendere parte alle decisioni? Perché lo sberleffo a ‘sta ragazza e ai suoi compagni e tanti salamelecchi ai fetentoni che hanno ridotto la mia Roma a una fogna?». «È la prima volta, fa sapere Ferilli, che disobbedisco agli ordini di scuderia. Mi si domanderà: ma come, proprio adesso che al governo c’è il centrosinistra? Non sono Gastone – spiega – resto Paperino. Non mi va giù questa forma di meticciato politico, questo partito della Nazione che raccoglie l’alto, il basso, il rosso, il nero, il buono, il cattivo. “Giachetti – dice anche Ferilli – è una gran brava persona, anche se viene da una storia diversa dalla mia. È il resto della truppa che non mi convince».