Circoncisione fatta in casa: muore a Torino un bimbo di un mese

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Un bimbo ghanese di un mese è morto in ospedale, oggi a Torino, dove era stato portato d’urgenza, dopo avere subito un arresto cardiaco a pochi giorni dalla circoncisione cui era stato sottoposto in casa. Il bimbo era stato soccorso in un appartamento in Barriera di Milano, in un quartiere periferico della città.

La circoncisione a domicilio, un business tra immigrati islamici

Le circoncisioni “a domicilio” di bambini in tenera età, senza abilitazione e in ambienti non idonei sono diventati una piaga diffusa in Italia. Una emergenza che si è manifestata con l’ondata di immigrati islamici che hanno ritengono obbligatoria questa pratica. Nel maggio dell’anno scorso, a Udine, una donna nigeriana di 45 anni, è stata denunciata per esercizio abusivo della professione medica. Le indagini sono state condotte dalla Digos di Udine che ha ricostruito decine di casi in pochi mesi. Nel corso della perquisizione eseguita recentemente nell’abitazione della donna e’ stato rinvenuto e sequestrato il materiale sanitario utilizzato per praticare le circoncisioni. Avviate a seguito di una segnalazione, le indagini della Digos hanno consentito di accertare che la donna avrebbe eseguito una decina di circoncisioni a bambini di età prescolare, figli di coppie di origini mediorientali o africane, sia presso i loro domicili, sia presso la moschea di via Marano a Udine. I genitori avrebbero contattato la donna attraverso il passaparola, pagando anche 180 euro a intervento, convinti che la pratica fosse lecita. La circoncisione è consentita dalla legge italiana, purché eseguita in idonei locali sanitari da persona abilitata alla professione medica.