Cinque anni fa lo strano caso Strauss-Kahn: così operarono i servizi segreti…

Cinque anni fa, il 14 maggio 2011, lo strano caso di Strauss-Kahn. L’allora direttore generale del Fondo monetario internazionale, venne arrestato a New York con l’accusa di aver aggredito sessualmente la cameriera Nafissatou Diallo nella suite da 3.000 dollari a notte di un Sofitel vicino a Times Square. Per l’ex ministro delle Finanze francese fu un’umiliazione planetaria e un durissimo colpo all’immagine che gli costerà la candidatura all’Eliseo per il 2012, con i sondaggi che lo davano nettamente avanti rispetto a Nicolas Sarkozy e agli altri papabili socialisti.

Insolita pubblicità all’arresto

L’accusa di stupro fu qualche mese dopo ritirata dalla procura newyorkese, però fin dai primi giorni seguiti al “fattaccio” molte cose cominciarono non quadrare, a partire dall’incredibile zelo della polizia americana nell’arresto del direttore Fmi. ” Strauss-Kahn – si legge nel libro di Aldo Giannuli Come i servizi segreti usano i media – come presidente del Fmi godeva di immunità diplomatica. Vero è che, in caso di flagranza di reato, l’immunità non si applica e la fuga è data come continuità del fatto, però la questione era almeno dubbia e si è arrivati a bloccare il decollo. Non solo: si è data insolita  pubblicità all’evento, ammanettando Strauss-Kahn già nell’aereo, mentre sarebbe stato sufficiente  chiamarlo presso la cabina del comandante per procedere in modo più discreto”.

Le troppe cose che non quadrano

L’idea del “complotto” venne subito a molti. Una ricostruzione fatta da uno specialista del giornalismo investigativo americano, Edward Epstein, per la New York Review of Books, e pubblicata anche dal Financial Times di Londra avvalorò, qualche tempo dopo, la “manina” dei servizi segreti francesi. Ecco, alcune palesi incongruenze della tesi ufficiale, come si legge in una sintesi su la Repubblica:  “Primo: dal momento in cui la donna è entrata nella stanza di Strauss-Kahn a quello in cui lui ha telefonato alla figlia per dirle che era in ritardo per il pranzo in un ristorante dove lei doveva presentargli il nuovo fidanzato, erano trascorsi soltanto 6 o 7 minuti, durante i quali lui avrebbe tentato lo stupro due volte nei confronti di lei e l’avrebbe poi costretta a un rapporto orale. Secondo: subito prima e subito dopo il presunto tentativo di violenza carnale, la donna si è recata in un’altra camera dell’hotel, una camera che era ancora occupata da un cliente, la cui identità non è mai stata rivelata. Terzo: la donna è poi rientrata nella camera di Dsk, dopo che lui se ne è andato, in compagnia di un altro dipendente dell’albergo, un tecnico. Quarto: sono trascorsi 90 minuti dal momento del presunto stupro a quello in cui la direzione dell’hotel ha chiamato la polizia, e la polizia è stata chiamata solo dopo che la direzione dell’hotel, di proprietà di una catena di alberghi francese, ha contattato il capo della sicurezza interna, un uomo che in quel momento si trovava in Francia e che stava per recarsi a seguire un avvenimento sportivo dove si sarebbe trovato nella tribuna presidenziale di Sarkozy. Quinto: quando i poliziotti arrivano in albergo, il tecnico che ha accompagnato la donna nella stanza di Strauss-Kahn  stato ripreso in un corridoio dell’albergo a farsi il gesto di “darsi cinque” con le mani, e a fare salti e balli come per festeggiare l’accaduto, insieme a un altro uomo non identificato”.

Strauss-Kahn avrebbe saputo tenere testa alla Merkel meglio di Hollande

Viene a questo punto da chiedersi a chi giovò l’aresto di Strauss-Kahn. Il primo “indiziato” nell’esercizio  dei cui prodest? fu, fin dall’inizio, Sarkozy, che si sarebbe così sbarazzato di un pericolosissimo  avversario. Ma Giannulli avanza anche altre ipotesi: “Gli ambienti di Wall Street  per una manovra speculativa sull’euro, che in parte ci fu. Anche perché l’improvviso arresto di Strauss-Kahn mandò a monte l’incontro che avrebbe dovuto avere con la Merkel a proposito della situazione greca”. Un’altra ipotesi è l’amministrazione americana, “forse per favorire Sarkozy, ma forse per un’altra ragione più importante: in febbraio Strauss-Kahn si era pronunciato per il superamento del dollar standard, un tema al quale gli Usa sono notoriamente molto sensibili”. Certo è che si tratta di una brutta storia, che ha condizionato, forse pesantemente, la politica europea. Vale la pena riportare quanto affermato da Laurent Baumel, che si è chiesto come sarebbe stato un quinquennio con Strauss-Kahn presidente francese: “Avrebbe fatto valere le sue entrature negli ambienti economici e finanziari, sarebbe stato meno ondivago e avrebbe saputo tenere testa a Angela Merkel”. E tanto basta.