Casapound sfila in corteo a Roma. E l’antifascismo militante riappare

Casapound e area antifascista. Corteo e presidio. Come da copione. Quasi che il tempo passasse invano. Tutto già visto. E perciò piuttosto inutile. La cronaca di un assolato sabato romano parte col corteo di Casapound. Con in testa un grosso manifesto “Difendere l’Italia con lo spirito degli eroi del Piave” e l’immagine del fante del Carso si è snodato da piazza Vittorio il corteo di Casapound, organizzato in memoria dell’ideologo francese Dominique Venner. In testa anche lo striscione “L’Europa s’insurge contro la fatalitè ” e le bandiere di Italia, Francia, Spagna e del movimento greco Alba Dorata. Tutta la zona e’ stata ovviamente blindata dalle forze dell’ordine e chiusa al traffico. “Faremo una manifestazione senza tensioni e allarmi sociali” ha assicurato il presidente di CpI, Gianluca Iannone. “Noi siamo una comunità pacifica – ha aggiunto- ma e’ chiaro che se attaccati rispondiamo”. In piazza anche il candidato sindaco del movimento alle elezioni comunali del prossimo 5 giugno, Simone Di Stefano. Dall’altra parte il presidio antifascista. Radunati a Piazza dell’Esquilino, i partecipanti al presidio antifascista per protestare – come da copione – contro il corteo di Casapound. Anche quresta piazza è presidiata dalle ‎forze dell’ordine che hanno chiuso al traffico gli accessi a via Cavour con le camionette e i blindati. Transennate con mezzi dotati di grate di contenimento le strade che costeggiano la basilica di Santa Maria Maggiore. Bandiere rosse, associazioni partigiane, felpe della Fiom e anche Landini che sbraita nel tentativo di attirare qualche telecamera. Infine un po’ di becerume riunito dietro ad uno striscione che recita testuale :”Unici stranieri gli sbirri nei quartieri. Roma meticcia antifascista necessaria”. Niente di nuovo sotto il cielo blu della Capitale. Purtroppo.