Il capo di Europol a Roma: “Attacco Isis probabile. Terroristi tra i migranti” (video)

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«Il livello della minaccia terroristica è purtroppo ancora molto alto, il più grave dall’11 settembre 2001». Così il direttore di Europol, Rob Wainwright, in un’audizione a Palazzo San Macuto, a Roma. In gennaio avevamo segnalato come l’Isis avesse stabilito una nuova struttura di comando in Siria che preparava complessi attacchi terroristici. Abbiamo visto i terribili eventi di Bruxelles e temo sia probabile un nuovo attentato in Europa in futuro».«La nostra priorità – ha spiegato Wainwright – è identificare la possibile attività di altre reti terroristiche. Stiamo lavorando su vari filoni di inchiesta ma non abbiamo al momento informazioni su una specifica minaccia nei confronti dell’Italia». Intervenendo al Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’accordo di Schengen, il numero uno di Europal ha ricordato che «due degli attentatori di Parigi erano arrivati in Europa dal canale della migrazione. La nostra principale preoccupazione è che altri terroristi arrivino, anche grazie a documenti contraffatti e stiamo monitorando la situazione».

IL VIDEO INTEGRALE DELL’AUDIZIONE DEL DIRETTORE DI EUROPOL

Interpellato dalla presidente del Comitato Schengen, Laura Ravetto, Wainwright ha sciorinato una serie di numeri. «Le reti criminali che gestiscono il traffico di migranti hanno fatturato nel 2015 tra i 3 ed i 6 miliardi di euro solo: si tratta del mercato criminale in più rapida ascesa in Europa». Nel 2015, ha spiegato Wainwright, «c’è stato un flusso senza precedenti di migranti ed il 90% ha usato servizi illegali che hanno facilitato il loro viaggio verso Europa. Ciò significa che l’attività criminale dei trafficanti è il cuore del problema e deve essere il cuore della nostra risposta». Sul bilancio di Europol, «abbiamo identificato 40mila trafficanti di uomini: si tratta di gruppi multinazionali, che provengono dai Paesi di provenienza dei migranti, come la Siria, di transito, come la Turchia, ma anche di molti Paesi europei». Tuttavia, ha lamentato, «la nostra risposta a questi gruppi è resa meno efficace per la mancanza di cooperazione dei Paesi di partenza dei migranti come la Siria».